Umiliazione/Demütigung

Questa volta brucia.

Di solito sorvolo, lascio correre. Rispondo con un sorriso, sto alla battuta, oppure mi armo di pazienza e cerco di colmare gli abissi scavati dalle differenze. In fondo, non c’è niente di cui offendersi, se a volte a un tedesco scappa una battuta sugli italiani, uno stereotipo, un luogo comune.

Questa volta però si tratta di un prete, che durante l’omelia ha detto (lo riporto in soldoni: non vorrete mica che vi riporti l’intera predica?

Anche perché non l’ho capita, tutta intera): ,,Dio non ha pregiudizi. Invece gli italiani stanno dimostrando di averne, di pregiudizi, contro i tedeschi.” E poi abbiamo pregato per ,,i popoli in crisi”, quelli con ,,difficoltà economiche”, e perché ,,possiamo superare le barriere tra i popoli”. Volevo scomparire sotto il sedile, annullato com’ero dalla vergogna. Strideva il contrasto tra la partecipazione dell’assemblea ai nostri problemi interni e la miopia di un popolo che in questi mesi addossa astiosamente alla Germania soltanto responsabilità, complice la crisi e colpevoli certi personaggi che urlano in tv.

Io spero che la mia generazione, noi ragazzi che abbiamo fatto un’esperienza internazionale, siamo capaci di costruire un’Europa con meno pregiudizi tra i popoli. Spero di mostrare ai miei amici tedeschi che gli italiani non sono quelli mal rappresentati alle Camere. Spero che i miei amici italiani riescano a conoscere attraverso la mia esperienza una Germania fatta di persone che adorano e ammirano la ,,Bella Italia”.

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Normalerweise ist mir egal und reagiere mit einem Lächeln, oder einfach beantworte ich geduldig, wenn ein Deutscher ein Stereotyp, ein Klischee über die Italiener ausspricht. Es gibt nichts Böses darin.

Diesmal wurmt es allerdings mich sehr. Ein Priest hat während der Predigt gesagt, die Italiener hätten viele Vorurteilen gegen die Deutsche. Das ist wahr, das ist mir peinlich. Ich wollte unter dem Stuhl verschwinden aus Scham wegen meinem kurzsichtigen Volk, der grad Deutschland Verantwortlichkeiten grollend aufbürdet, zum Teil wegen der Krise und zum Teil Persönlichkeiten geschuldet, die im Fernsehen schreien. Die Versammlung hat hingegen für Menschen die finanzielle Sorgen haben und für das Überwinden die Hinternisse zwischen Volken gebetet. Das Kontrast war scharf.

Ich hoffe, dass meine Zeitgenossen, die viel im Ausland Austauschen machen, eine Europa ohne Grenze bilden können. Dass ich meinen deutschen Freunden ein anderes Beispiel für Italiener zeige. Dass meine italienische Freunde durch meine deutsche Erfahrung eine Nation besser kennenlernen, die Italien bewundert und liebt.

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2 responses to “Umiliazione/Demütigung

  1. I pregiudizi sono talmente duri da superare che molti non sono mai stati superati dall’inizio della società civilizzata. Il segreto per conviverci, se ci danno fastidio, è essere portatori di verità, a testa alta e con fiducia nell’intelligenza altrui. Poi, se si incontra gente NON intelligente, non è certo colpa nostra: ma la nostra coscienza di diligenti portatori di verità dev’essere pulita.
    Te lo dice la terrona umanista più fiera del Nordest. Ma anche la ragazza di provincia più caparbia del liceo “per bene” di Caltanissetta, quella che sentiva il disprezzo delle “cittadine” fighette per i miei vestiti del mercato. E anche l’unica donna che ha studiato nella mia intera famiglia, che è anche l’unica persona che ha conseguito una laurea.
    I pregiudizi incatenano chi si lascia condizionare, ed è solo a loro danno: chi ne è oggetto, invece, può stare fiero a testa alta, perchè la sa più lunga di tutti, e arriva sempre più lontano.
    Don Giovanni ieri ha detto una cosa interessante all’omelia: è troppo comodo incolpare la classe politica o chi ha più potere per le sue colpe o perchè tutto fa schifo. Ma ciascuno di noi ha responsabilità, in quanto cristiano e in quanto cittadino, di concorrere al bene dell’umanità. E spesso ci rintaniamo nel nostro mondicino comodo a farci i fatti nostri indignandoci con chi è più al potere per i suoi scandali.
    Certo, è vero che chi copre ruoli di potere ha più responsabilità di fare bene: lo sceglie o è scelto. Ma chi non copre quei ruoli è chiamato comunque a interessarsi al bene comune, che sia in famiglia, nel quartiere, in strada o in città.

    I tuoi amici tedeschi, se avranno la fortuna di conoscerti bene, capiranno facilmente che ci sono italiani e italiani, così come tedeschi e tedeschi. E apprezzeranno dell’Italia i suoi vanti, come si fa con tutto: della Cina nessuno apprezza l’assolutismo della classe dirigente, ma tutti ammirano la raffinatezza del pensiero filosofico e la saggezza popolare; della Russia nessuno apprezza il terrore del comunismo, ma tutti ammirano la grandezza della letteratura del Romanticicmo; della Germania nessuno apprezza il muro di Berlino e il nazismo (nè i naziskin), ma tutti ammirano la filologia, la filosofia e l’attenzione alle regole.

    • Gess, condivido tutto quello che hai scritto, e anche quello che ha detto don Giovanni.
      Quello che mi sconforta è assistere da una parte a una assemblea riunita a messa che prega per il popolo italiano, e dall’altra leggere sui giornali di esponenti politici, purtroppo espressione di buona parte della gente comune, che parlano dei tedeschi usando stereotipi e con astio non giustificato. Tra gli ultimi, la Gelmini che ha replicato a un giornalista tedesco ,,ma se ne torni in Germania”. Io fossi stato in lui avrei risposto: ,,ma se ne torni a Desenzano”.
      Certo, noi dobbiamo farci portatori di verità, e io spero con questo blog di offrire un’immagine addolcita e colorata dei tedeschi, rispetto all’idea standard che ne abbiamo. I tedeschi adorano già l’Italia, e sono abituati agli italiani, che sono il terzo gruppo di immigrati, dopo turchi e greci. Devono solo superare alcuni stereotipi dovuti ai lunghi anni di governo da parte di un personaggio indegno.

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