Passo avanti/Fortschritt

Sembra quasi che il destino scelga le tappe del mio percorso puntando il compasso sulla cartina: ogni volta aggiunge 1000 km in direzione Nord. La prossima sarà a Reykjavìk, me lo sento.

Ad ottobre mi trasferisco a Glasgow, in Scozia, per iniziare un programma di dottorato in Engineering of Medical Devices, con l’obiettivo di specializzarmi in biomateriali e protesi. Durerà quattro anni, il primo dei quali dedicato a un master, e altri tre a un progetto di ricerca.

Ho cercato un posto che fosse come le mie scarpe: le mie Adidas sono comode fin dalla prima volta che le infilo, non devo aspettare che con l’uso si sformino e si adattino ai miei piedi. Non sono perfette, all’inizio la pelle è un po’ rigida, ma almeno non sono come i miei pantaloni, sempre troppo larghi o troppo stretti per me, o come le mie magliette, che col tempo invece che assumere personalità perdono colore. Un posto che mi faccia sentire a mio agio fin da subito e che mi permetta di fare passi avanti.

Passo dallo status di ,,cervello in ferie/braccia in fuga” a quello più istituzionale di ,,cervello in fuga”. Fa riflettere che la professoressa con la quale ho sostenuto il colloquio mi abbia avvertito che la mia carriera si fermerà per quattro anni. Volevo chiederle a quale carriera facesse riferimento: per me passare da lavapiatti a dottorando, con la speranza poi di ottenere ulteriori promozioni, è già un successo. Poi ho pensato agli altri ragazzi che hanno sostenuto con me il colloquio. Loro lavorano già come ingegneri, e in quattro anni potrebbero fare tanta strada all’interno dell’azienda. Ragazzi di 26, 27 anni.

La Germania (e non solo) sta approfittando della crisi economica perché sta attirando molti ragazzi in possesso di laurea o formazione di alto livello, che contribuiscono allo sviluppo economico (oltre che sociale).

Tutt’altra situazione invece per l’Italia, che investe migliaia di euro nella nostra istruzione, ma non ci mette nelle condizioni di fruttare le nostre competenze tecniche e specifiche, non valorizza le nostre capacità di innovazione, che vengono sprecate in lavori meno qualificati. È chiaro che chi può varca la frontiera, dove le intelligenze giovani hanno spazio, opportunità, prospettive. Un’occasione persa per l’Italia, che fra qualche anno pagherà questo atteggiamento di disinteresse nei nostri confronti.

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