Amor di patria/Vaterlandsliebe

Amo l’Italia: è il paese in cui sono nato, in cui sono diventato adulto, in cui mi sono formato. Provo per lei un attaccamento istintivo.

Però amo anche la Germania: è la nazione che ho scelto come (temporanea) destinazione, e lei da parte sua mi ha accolto e ospitato, offrendomi tante opportunità. Per lei provo un sentimento più maturo.

L’Italia l’ho abbandonata e non ho intenzione di tornarci tanto presto. Non credo di esserne un fiero rappresentante, io che non tifo neppure la nazionale in occasione dei mondiali. Mi sono spesso trovato a domandarmi perché dovrei essere orgoglioso della mia nazione, e cosa rende un italiano tale. Tenendo conto delle infinite differenze regionali, gli italiani hanno pochi tratti in comune (tra cui vorrei sottolineare la tendenza a condividere, in certi casi chiamata anche generosità, e una qualche propensione all’igiene e alla pulizie della casa).

Certo, l’italianità sta in tante piccole peculiarità che difendo e faccio conoscere ai miei amici stranieri. Pertanto diffondo curiosità sulla nostra lingua, storia, arte, musica, cito perfino il festival di San Remo o Miss Italia, prodotti italiani esportati all’estero al pari della Nutella, della pizza e del tiramisù.

Dopo tanto osservare, ho scoperto che per me l’italianità sta…nelle spezie. Solo noi italiani giriamo la testa se veniamo colpiti dal profumo del basilico (una mia collega tedesca invece storce il naso). Il mio odorato viene eccitato anche dal rosmarino, dalla salvia, dall’alloro, piante mediterranee che crescevano allegre nel giardino/selva di casa mia e che ora non mancano tra i miei vasetti colorati in cucina.

Ci tengo ad essere italiano, ma mi sento innanzitutto europeo, e mi auguro prima o poi di vedere scritto sulla mia carta d’identità: ,,cittadinanza: europea. In fondo, mi sono spostato di soli 780 km da Verona, la stessa distanza che la separa da Brindisi. Sono rimasto in Europa. In altre regioni del mondo si parlerebbe di mobilità interna, in una macroregione in cui le differenze dovrebbero servire ad arricchire e a rendere contenti di tanta varietà, più che a dividere.

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4 responses to “Amor di patria/Vaterlandsliebe

  1. Italianità è sentirsi figli di Dante, Michelangelo, Giotto, Garibaldi, padre Pio, Falcone, Borsellino, padre Puglisi, Rita Levi Montalcini… E ti pare poco?? 😉

    • La questione è mostrarsi italiani nella vita di tutti i giorni, al di là dello stereotipo che gli stranieri hanno di noi. Porto dentro di me tutte queste persone, ma all’estero-è triste da dire-non sanno chi è Dante!

  2. Stefania Tadiello

    Le spezie inoltre uniscono anche ad altri paesi! 🙂 Venezia, in questo senso, è una delle rappresentanti più adatte! 🙂

  3. Dirk Fehring-Prieß

    Ich bin froh, in dieser Zeit zu Leben. Eine Zeit in der wir ein vereintes Europa anstreben und in vielen Teilbereichen auch schon “ein vereintes Europa” erwirkt haben. Es ist natürlich nicht alles toll, aber das gilt es zu verbessern. Lasst uns die Stärken jedes einzelnen Mitglieds zu nutze machen um die Schwächen zu beseitigen.
    Ich bin Deutscher in meinem Pass steht Staatsangehörigkeit: Deutsch. Aber ich liebe Italien genauso wie ich Spanien und Norwegen oder Dänemark liebe. Ich fühle und sehe mich als “Europäer”.
    Selbst Österreich und Holland mag ich (kleiner Scherz)! 🙂
    Jede Nation hat so viel zu bieten.
    Und wenn wir ein starkes Europa sind, dann können wir auch die Schwächen der Anderen beseitigen. Z.B. Menschenrechtsverletztung in Russland.

    Liebe und Licht!

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