Lezioni di anatomia/Anatomie-Vorlesung

Se siete di stomaco delicato come me, non leggete oltre.

Ho inaugurato il mio anno accademico nel Regno Unito con una lezione di anatomia. Si sa, fuori dall’Italia si predilige l’aspetto pratico del sapere, e infatti, dopo una veloce introduzione teorica su ossa e muscoli, il prof ci invita a prendere confidenza con simpatici pezzi di corpo umano sparsi sui tavoli del laboratorio d’anatomia.

Le ossa non mi fanno impressione. Sono leggere, color avorio, sembrano di materiale sintetico-anche se sono consapevole che nessuna protesi sintetica può raggiungere la perfezione raggiunta dal corpo umano in milioni di anni d’evoluzione. Però sulla ossa erano ancora attaccati muscoli, ,,fissati” (cioè trattati) mediante resine, in pratica imbalsamati. E poi pelle secca da cui spuntano peli grigi, unghie che non crescono più da anni, cuori che hanno smesso di battere, crani vuoti segati a metà da cui pendevano labbra e sopracciglia, colonne vertebrali in formalina, mani mozzate e scuoiate per mostrare tendini e nervi. L’ultimo gesto di generosità di persone che hanno deciso di donare il proprio corpo alla scienza, per essere maneggiati, frugati e osservati da studenti, da futuri medici o scienziati.

A questa vista il mio fisico scarta e si ribella. Forse non è disgusto, o senso del macabro. È come violare un’intimità senza che l’altro possa porre obiezioni. Chissà se queste persone erano consapevoli che sarebbero finite in pezzi sgraziati su un tavolo universitario, chissà se erano così distaccate dalle loro vestigia carnali, che in effetti sono loro totalmente inutili ora. Io non riesco a considerare questa (fu) carne, queste (furono) ossa con indifferenza, alla stregua di animali impagliati.

Anch’io pensavo di donare il mio corpo alla scienza, ma ora si impone un periodo di riflessione. In ogni caso, per fortuna non ho scelto medicina, e non devo assistere ad autopsie!

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Das ist kein Post für Leute mit empfindlichen Magen.

Meine erste Vorlesung war Anatomie. Nach eine theoretische Einführung ladet der Professor uns ein, die menschliche Stücke, die auf den Tischen des Labors verteilt sind, zu beobachten.

Die Knochen ekeln mich nicht an. Die sind leicht, elfenbeinfarbig, die sehen wie künstlich aus-obwohl ich bewusst bin, dass kein Material so perfekt wie unser Körper sein kann. Auf den Knochen gab es aber sogar Muskel, ,,fixierte” durch Kunstharz. Dazu getrocknete Haut mit grauen Haaren, Nägel, de seit Jahren nicht mehr aufwachen, Herzen, die nicht mehr schlagen, leere, gespaltete Schädel, worauf  noch Lippen und Nasen hängen, Wirbelsäule in Formalin, abgetrennte Hände, enthäutete, um Nerven und Adern zu zeigen.
Mehr als Ekel oder ein makabrer Gefühl macht mir krank eine Empfindung. Ich dringe in die Privatsphäre dieser Menschen, ohne dass sie widerstehen können. Wer weisst, ob sie, als sie ihren Körper der Wissenschaft geschenkt haben, das schon wussten, dass sie mal in Stücken auf Tischen enden würden. Natürlich brauchen sie die Organe nicht mehr, und wahrscheinlich waren sie sogar ziemlich gleichgültig dagegen. Ich kann sie trotzdem nicht wie Tiere anschauen. Ich wollte auch meinen Körper der Wissenschaft geben, ich soll aber jetzt mich mal überlegen…

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One response to “Lezioni di anatomia/Anatomie-Vorlesung

  1. Pingback: Rosche/Watermelon | I'll sugar and preserve my days like fruit *

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