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Hannover/Roter Faden

Ho scovato nell’hard disk delle foto risalenti a qualche mese fa, e mi sono accorto di non avervi mai descritto Hannover. Grave, gravissimo! Sono fuori tempo massimo, ma recuperiamo subito.

Innanzitutto, Hannover è un importante centro di fiere, in particolare il CeBit, mostra dell’informatica che ha una portata mondiale, mica noccioline. Ma direi che la fiera non vi interessa, no? Allora venite con me alla scoperta della città. Seguite il filo rosso! No, non sto citando a caso Il Mago di Oz: ad Hannover non c’è nessuna strada lastricata di mattoni gialli, in compenso hanno tracciato per terra una linea rossa (roter Faden) che parte dall’ufficio turistico di fronte alla stazione e che guida i turisti attraverso il centro segnalando ,,quello che vale la pena di vedere (Sehenswürdigkeiten)” mediante appositi numeretti.

integralHo seguito questo percorso più volte, accompagnando la Clarens e la Nicoletta quando sono venute a trovarmi (a proposito: grazie delle foto).  Pronti? Via. Passiamo davanti al teatro dell’Opera e fermiamoci al monumento dedicato a Leibniz, il filosofo delle monadi, della molteplicità dell’unità, degli integrali (se per voi è arabo, consultate i link-ma non siate masochisti, la notte dormirete bene lo stesso). La casa di Leibniz si trova qui vicino, ma non è quella originale, l’hanno ricostruita e per di più in un punto diverso. A Leibniz è dedicata anche l’università e la fabbrica degli omonimi biscotti, praticamente la versione tedesca degli Oro Saiwa: chi ha vissuto in Germania conosce bene questi biscottini secchi, utili soprattutto per fare il salame di cioccolato. Ecco, vengono da Hannover.leibnizkekse

Procediamo: ecco la chiesa di Sant’Egidio (Aegidienkirche), sventrata durante la seconda Guerra Mondiale e lasciata lì, senza soffitto e con le pareti annerite dagli incendi, a memoria e monito per le generazioni future. All’interno, una piccola campana della pace donata da Hiroshima. Gli aerei degli alleati diretti verso Berlino se si trovavano con poco carburante sganciavano le bombe sopra Hannover, e del centro poco è rimasto intatto.

Dirigiamoci verso il Neues Rathaus, il municipio nuovo, che ha compiuto quest’anno 100 anni. Dietro al Rathaus (che non è la casa dei ratti, come credevo io ai tempi in cui il tedesco non lo frequentavo ancora ma ci flirtavo e basta) si trova un laghetto completo di cigni, ninfee, salici e ponticello coi lucchetti, e subito dopo il Maschee. Quest’ultimo è un lago artificiale lungo 2,4 km e stretto stretto, fatto scavare da Hitler all’epoca delle grandi opere pubbliche per sanare una zona paludosa. Non è profondo, neppure io ci annego, e non appena il tempo lo permette è affollato di tedeschi, i quali quando vedono una poccia d’acqua non resistono e ci si tuffano dentro. Più a sud si trovano altri laghetti naturali ancor più piccoli e ancor più limacciosi, dove la gente va a fare il bagno o un picnic. Anche nudi, dove è possibile.

Torniamo verso il centro camminando lungo il fiume Leine, e finalmente posso mostrarvi il tesoro a me più caro, le Nanas. Si tratta di tre statue ciccione create da Niki de Saint Phalle, un’artista geniale le cui opere si possono ammirare anche in Toscana, a Parigi e a Glasgow. Sono un simbolo del femminino, allegre, colorate e serene.

Torniamo in stazione, segnalata dalla statua del re di Hannover, Ernesto Augusto. La statua è un comodo punto di ritrovo, tanto che gli hannoverani si danno appuntamento ,,sotto la coda” (unter dem Schwanz). La casata reale di Hannover ha sfornato per secoli i reali d’Inghilterra ed è imparentata con mezzi nobili europei. La residenza estiva (Marienburg) è una meraviglia, mentre il palazzo in città è circondata da giardini favolosi. Sapete che Hannover è la città con la maggior superficie verde di Germania?

Vi invito a casa mia per una tisana. Prendiamo la metropolitana a Kröpcke, una piazza dove si trova il famoso orologio. Io ho vissuto a Nordstadt, un quartiere della città risparmiato dalle bombe, guardate che belle case d’inizio novecento. Prima di lasciarvi andare vi porto a vedere la chiesa di Cristo, non tanto per l’edificio in sé, ma per una bizzarra istallazione artistica che fornisce indicazioni per…l’Orizzonte, o la Tolleranza. Hannover è disseminata di opere d’arte moderna, che riempiono i buchi e le ferite lasciate dalle bombe.

Dovete già ripartire? Che peccato, ci sarebbero altri angoli di Hannover da presentarvi: la basilica, le statue con l’ombrello che sgocciola perfino d’estate, i Biergarten, Lister Meile, la Promenade, Linden… Ho trovato un libro che vanta addirittura 111 punti da non perdere. Se tornate, posso mostrarvene almeno la metà: Hannover non è poi così anonima.

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Freunde aus Hannover: das Post ist nicht für euch. Ihr sollt schon alles besser als mich kennen!

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