Engineering doctor

Forse è ora che renda conto di cosa sto facendo in quel di Glasgow.
Sono un postgraduate student presso la Strathclyde University (una delle quattro università presenti a Glasgow e *momento del tiriamocela un po’* università britannica dell’anno 2012 secondo il Times Higher Education *fine del momento*).

Panoramica di una parte del campus. Figata, neh?

Panoramica di una parte del campus.

Sto svolgendo un engineering doctor in biomedical devices nel dipartimento di Ingegneria Biomedica, per gli amici detto EngD, articolato in un anno di master + tre anni (sempre se riesco a finire in tempo) di progetto di ricerca. In pratica, un dottorato un po’ più lungo e mirato alle applicazioni tecnologiche: cambia il nome ma non la sostanza.

University-of-StrathclydeIl master non è esclusivo per noi dottorandi. In classe ci ritroviamo in una quarantina (se mai fossimo tutti presenti), divisi in 5 diversi indirizzi, ma con molti corsi in comune da seguire. Proveniamo da diversi background: ingengeri meccanici, informatici, aerospaziali (non solo biomedici), biologi, chimici, alcuni dei quali già con esperienze professionali alle spalle, e molti di noi sono stranieri, da Spagna, Italia, Danimarca, Germania, Grecia, Corea, Iraq, Belgio, Romania, Polonia, Malesia…persino USA. I corsi dovrebbero fornirci buone conoscenze nel campo dell’ingegneria biomedica e amalgamare un po’ le nostre competenze così diverse. Gli altri ragazzi alla fine del master otterranno un diploma e avranno concluso. Noi dottorandi invece per i tre anni successivi ci dedicheremo al nostro progetto, che verrà deciso tra marzo e maggio, ma io so già che, data la mia formazione di siensiato e materialista, sarò coinvolto nello sviluppo di qualche materiale nuovo o migliorabile per protesi. Nel frattempo sto macinando corsi, scrivendo assignments (tesine/ricerche/esercizi per casa) e preparando esami. Di nuovo.

I miei colleghi in senso stretto, cioè gli altri dieci EngD del mio anno, sono tutti britannici. Infatti io *momento del tiriamocela un po’* ho vinto l’unica borsa per non residenti UK *fine del momento*. Gli scozzesi puri in realtà sono pochissimi: gli altri sono immigrati di prima, seconda o ennesima generazione, oppure hanno origine mista, il che rende variegata la nostra combriccola, e conferma l’idea di melting pot che si ha della Gran Bretagna.

Concludo facendo propaganda al mio programma di ricerca e al mio dipartimento, che è uno dei migliori in Gran Bretagna nel settore biomedico, e che è sempre alla ricerca di persone capaci, specie se provenienti da percorsi diversi da quelli ingegneristici. La borsa di studio non è neppure male. Fateci un pensierino!

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