Elezioni europee/European elections

Fra circa un mese ci aspettano le elezioni per il Parlamento Europeo.

Lo ammetto: sono uno di quegli squilibrati che credono nell’Europa (un altro lo potete trovare a questo indirizzo).

Nella mia piccola esperienza, l’Europa mi ha portato molti benefici.

  • Innanzitutto l’UE mi ha finanziato durante l’Erasmus, permettendomi di studiare una lingua in più e di trovare successivamente lavoro e poi un dottorato.
  • L’UE mi permette di trasferirmi ovunque senza bisogno di troppi documenti. Non devo rinnovare il visto a scadenze fisse come i ragazzi asiatici o dell’est europeo, pagando soldi, perdendo tempo nei consolati.
  • L’euro è una comoda valuta di scambio, ve lo dico io che adesso devo ragionare in sterline.

Altri vantaggi banali ma con notevole impatto sulla nostra vita quotidiana sono, ad esempio, i protocolli che regolano i controlli di qualità e il trattato di Bologna che ha fatto nascere il 3+2 all’università. Non per questo l’Europa è perfetta, anzi è palesemente sbilanciata a favore dei paesi economicamente più forti (non sono un economista e preferisco non entrare nel merito). L’Europa impone (regolamenti, leggi, decisioni economiche), in pochi prendono parte al dibattito, e pochissimi si preoccupano di far comunicare i diversi punti di vista, così diversi per un finlandese rispetto a un portoghese.

Viviamo in un momento di crisi, e la storia ci mostra che quando la pancia brontola non c’è spazio per la pace ma solo per posizioni estremiste. Il mio invito è a usare, per una volta, non solo l’istinto. Non affidatevi agli slogan dei vari leader di partito, e provate a considerare posizioni diverse da quelle dominanti, specie in tema di economia e finanza, ad esempio questa. Informatevi sulle liste.

Se non riusciamo più a metterci sullo stesso piano di Francia, Germania e Gran Bretagna, nonostante siamo stati tra i fondatori dell’Unione molti anni fa, è colpa di decenni di gestione fallimentare da parte della politica italiana, che ha sempre ignorato gli affari europei e ha trascurato di porsi a livello degli altri leader e paesi, con leader che si sono resi ridicoli e quindi inefficaci. Pensate agli indegni rappresentanti che hanno occupato i banchi dell’ultimo parlamento (Comi, Zanicchi, Salvini, Borghezio solo per citare quelli che fanno maggior abuso dello schermo televisivo). Portare rappresentanti incapaci, ignoranti o fannulloni ci ha resi deboli nei confronti del resto dell’assemblea parlamentare-un po’ d’autocritica ci farebbe bene. Perché non bisogna picchiare i pugni sul tavolo, ma mediare e sostenere le posizioni. In questo senso, le posizioni critiche sono fondamentali, ma solo se l’obiettivo finale è condiviso: costruire, e non distruggere.

L’Europa è un continente minuscolo al confronto con giganti come l’India, la Cina, la Russia, America. Aumentare la collaborazione e procedere in un’unica direzione è una necessità crescente: se affideremo i nostri voti alle forze centrifughe e nazionaliste, siamo destinati a scomparire. L’Italia, in particolare, è uno sputo sulla cartina, tanto che spesso ci identificano con Città del Vaticano, e non sanno se Venezia, seppur famosa, è a Nord o a Sud. Appena uscite dai confini nazionali ve ne accorgete. Non è più tempo di particolarismi. L’identità nazionale è importante e va preservata, così come certe necessità non possono trovare le stesse risposte in ogni Paese, ma esistono forme apposite di federalismo e gli strumenti democratici per garantirlo.

Proprio noi ragazzi, generazione di studenti Erasmus, viaggiatori low cost, all’estero per un breve periodo o per tutta la vita, amici di ragazzi stranieri giunti in Italia per studiare o lavorare, siamo consapevoli che un’Europa unita esiste, abbiamo fatto l’esperienza che un’Europa dei popoli è attuale, che gli aspetti che ci accomunano impediscono alle differenze di separarci. L’Europa ha bisogno di essere ancor più coesa per progredire e per approfondire integrazione e scambio, che fino ad ora sono stati scarsi, anche a causa dell’ottica limitata (nel tempo e nei mezzi) dei progetti in campo. Per cambiare le cose, il primo passo è far leva su chi ci rappresenterà. Prendiamo ispirazione dal Manifesto di Ventotene, e cerchiamo un’Europa unita, per la pace.

VLUU L210  / Samsung L210

In one month we’re going to vote for the European parliament. Ok, I’ll confess it, I’m one of those insane Europe supporter. Personally I’ve received many benefits from Europe: I’ve spent my Erasmus semester in Germany thanks to European fund; thanks to that experience I could then get a job, learn German and finally find a doctorate. I can travel, and I use a single currency in many countries (…well, except for here, of course), and I don’t have to renew my Visa every now and then, wasting time and money.

That’s not the point, nor it is the fact that thanks to EU we enjoy common regulations, or receive funding for local projects. Europe is not perfect at all, probably the money we get back is just a fraction of community taxes we pay, and from my modest, naive point of view, it is clearly imbalanced in favour of northern countries.

Things must change; we must choose better representatives to discuss and mediate with the other prepared MPs and politicians and to put forward national issues with strength and decision. If we don’t build up a community awareness, obviously nobody will be interested in pursuing a common goal of development and wealth, each one furthering its own cause. Voting for nationalistic forces will simply tear apart the efforts and increase confusion and disorganization. Sure, every folk demands to find a room for its own and the right answers to its particular needs, and the alike perspectives of-say-a Finn and a Portuguese requires to meet halfway. Europe is a small continent even if compared to India, China and Russia though. Italy is even tinier, just a spot on the map. Moving in the same direction, working together is the only way to survive in the future: there’s no room for particularism and individualism, and suitable federal form of government can be applied.

Since some years we concretely experience that an unite Europe is there, is real, and it’s made of us, Erasmus students, or low-cost travellers, or friends of people who moved from abroad to our country to study or work. We feel, we experience EU every day, and we’re aware and appreciate that the things we share and glue folks together overwhelm the obvious differences. It’s up to us to build up a closer, stronger Union.

History shows that in times of economical crisis people vote according to the belly, and nationalism and extremists have easy access to power. A community sentiment be our purpose instead, and a peaceful and helpful Europe the goal of our vote, as inspired by Ventotene Manifesto.

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4 responses to “Elezioni europee/European elections

  1. Ho ricevuto un volantino di ukip per posta, lo tengo in bagno.

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