Weekend di Giugno/June weekend

Venerdì. Tutt’a un tratto, nel giro di una settimana, il mio profilo sul sito di couchsurfing è diventato gettonatissimo e ho ricevuto richieste a mazzi, neanche gestissi un bed&breakfast a Barcellona. Se non conoscete il couchsurfing, si tratta di un sistema che mette in contatto persone con un divano o una camera degli ospiti libera e viaggiatori che preferiscono l’avventura e l’incertezza di un ospite locale; che antepongono il risparmio alla stabilità e pulizia di una camera d’albergo; la scomodità di un sofà alla sicurezza; il calore umano di persone che si mettono a disposizione per viaggiatori scalcagnati all’anonimato e all’impersonalità di un ostello. Couchsurfing permette l’incontro di persone lontane nello spazio e nelle esperienze, persone con poco altro in comune se non la voglia di conoscere gente nuova e di condividere un tetto e un tratto di vita. Un rischio è sempre in agguato: che manchi da parte dell’ospitante o da parte dell’ospitato il senso dell’ospitalità e la riconoscenza che si deve accompagnare alla gratuità del sistema. Non si chiedono soldi in cambio, ma neppure di essere sfruttati.

Alla fine delle millemila richieste sono riuscito a soddisfarne solo una, e ho ospitato un ragazzo da Macerata (il mio primo ospite!) che si trova in Scozia per un corso professionale, e nella stessa serata ho incontrato tre ragazze che per motivi di spazio non avevo potuto ospitare in camera mia. Li ho portati in giro per il West End (sappiate che come guida sto diventando bravino) e abbiamo terminato in bellezza con una carbonara gigante (piatto che peraltro sta diventando il mio cavallo di battaglia quando ho ospiti inattesi).

glasgow_university

Sabato. Ho imparato a diffidare ancora di più dalle vecchiacce, ce n’è una matta che gira per il centro di Glasgow che mi ha giocato un brutto tiro.

Quando l’Italia gioca a quanto pare è dovere morale andare a vedere la partita, specialmente se si tratta di una serata di beneficenza organizzata da scozzesi, anche se il calcio a me non importa, anche se ho passato la serata a ciacolare e non ho visto neppure un goal, anche se della serata mi ricorderò di più la massa di scozzesi vestiti con la maglia azzurra e le bandiere della Scozia accanto a quelle dell’Italia (sì, ci vogliono bene, non è solo antipatia per l’Inghilterra), anche se io e Selene abbiamo confuso Pirlo con Gattuso o giù di lì, anche se siamo scappati a metà del secondo tempo perché eravamo stanchi.

Domenica. Il fine settimana si è concluso con il festival della Scienza all’Università di Glasgow. Io e Kevin abbiamo partecipato divertiti a una lezione sulle basse temperature a base di azoto liquido. Questi festival sono mirati a colpire la curiosità e l’interesse dei bambini, e a giudicare dall’entusiasmo con cui i pargoli si offrivano come volontari per gli esperimenti, ci sono riusciti. Anche se non hanno ancora capito che quella cosa trasparente e liquida e superfredda NON è acqua! Cena in pizzeria, finita in gloria con un tiramisù niente male.

Friday. The first chance for me to host a couchsurfer. I’ve been a member of this hosting community for years and took the chance of being hosted many times, but all of a sudden my profile on the website gained such an unexpected popularity I had to find space in my small room for at least one of them. Do you know how this system works? It is based on trust between a hos offering a mattress, a sofa or a spare bed for guests who prefer risking than feeling safe but alone in a hostel or a hotel. Couchsurfers are a brilliant community, friendly and warmhearted, willing to share a shelter and a piece of life, and such way of travelling brings together people and experiences that otherwise would have never met. A big drawback is the lack of sense of hospitality of many hosts, and the lack of gratitude of many guests. The system is free of charge, but it doesn’t mean you, guest, are allowed to exploit me!

My first guest was an Italian guy who came here for a professional course. I had turned down three girls (for evident lack of room), but we met anyway in Kelvingrove Park for a beer, and I ended up showing them around the wonderful West End (I’ve become a good cicerone). I prepared a huge carbonara for them all (carbonara is my forte in case of last minute guests).

Saturday. First of all watch out, there is a crazy crone around in the city center. She plays evil tricks.

When Italian national football team plays apparently going to see the match is a must, even more since it was hosted by a Scottish charity, even though I can’t be bother with that, even though I was mistaking the Italian players, even though I spent the night chatting and didn’t even see a single goal, even though nobody really cared and we ran away before the end of the match. I’ll remember the Scottish guys wearing blue t shirts and Italian-Scottish flags on the cheeks-they love us, after all.

Sunday. Glasgow Uni was hosting the Science Festival and me and Kevin experienced the world of low temperatures, the only adults not accompanying children. The kids volunteered with real enthusiasm to take part in the tricks, although they didn’t understand that transparent and supercold liquid is NOT water but nitrogen. Fair enough, maybe curiosity will get them choose science in the future. The weekend ended with a nice tiramisù.

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