Fratelli/Brotherhood

Dopo tanto organizzare i miei fratelli sono atterrati su suolo britannico per una visita di dieci giorni. È stata la prima visita da parte di familiari da quando sono all’estero.

Di giorno ero occupato in dipartimento e li ho lasciati esplorare Glasgow da soli. Chi è venuto a trovarmi lo sa: io cammino tanto e sono un turista isterico, non riesco a stare fermo e mi piace girare, anche a vuoto, pur di fare il pieno di immagini, di scrutare ogni angolo nascosto, pur di poter dire di aver visitato ogni cosa degna di essere visitata. E Glasgow non è proprio così insignificante da essere esaurita in tre giorni. Enrico e Manu si sono sottoposti volontariamente alla mia estenuante tabella di marcia, pianificata di giorno in giorno su post-it verdi e documentata da una quantità eccessiva di foto e da piedi doloranti. Metto le cose in chiaro nel caso in cui verrete a visitarmi! »:]
I miei fratelli si sono lasciati introdurre con entusiasmo alle specialità scozzesi, come lo sticky toffee pudding, il fudge, gli scones e il fish&chips, ma anche il caffè da Starbucks, che non è proprio tipico ma in Italia ancora non c’è. Hanno trovato gli scozzesi molto accoglienti e pronti a dare una mano, oltre le barriere linguistiche.

Anche Edimburgo vale la pena di essere visitata: è più bella di Glasgow, con quello stile neogotico, i palazzi in pietra, l’acropoli e il castello e il parlamento scozzese e la residenza della Regina (d’altra parte Glasgow è una città più giovanile). Io ed Enrico ci siamo arrampicati come stambecchi su per il Salisbury Crag col vento contrario, e il vento soffia forte lassù, dà un senso di libertà e di entusiasmo. Non potevamo esimerci da una capatina al bar dove J K Rowling cominciò a scrivere Harry Potter.

A Stirling abbiamo scalato il sentiero fino al monumento di William Wallace, poi abbiamo conquistato il castello sotto una pioggia fastidiosa che rendeva ridicoli i miei pantaloni corti e solenni i luoghi della monarchia scozzese. Le frecce si sono esibite davanti ai nostri sguardi meravigliati in occasione di una festa dell’esercito, riempiendo il cielo di polvere blu bianca e rossa. Abbiamo coniato il termine “case Lego” per definire il tipico sobborgo britannico, con palazzi tutti uguali.

Il Loch Ness è un po’ fuori portata ma un lago scozzese bisogna visitarlo. Sul Loch Lomond ci siamo bagnati la faccia di sole e le gambe di acqua tiepida, smentendo l’idea che in Scozia piove tutti i giorni. A quanto pare sul Loch Lomond preparano un rinomato Mars fritto, e non potevo permettere che i miei fratelli tornassero senza averlo provato. Delizioso-ma uno è sufficiente per il resto della vita.

Enrico si è lasciato trascinare il sabato sera a ballare. Tranquilli, non siamo diventati clubber tutt’a un tratto: abbiamo ballato il ceilidh, la danza popolare scozzese, tutta un giravoltare e zompettare. Siamo tornati a casa sudati e sfatti ma allegri e soddisfatti di non aver pestato troppe volte il piede alla nostra partner di turno.

Ci siamo divertiti nonostante la scortesia delle cameriere alla Willow tea room, i barboni molesti in centro, le piogge improvvise, gli screzi. In famiglia siamo in sei. Tre di noi per dieci giorni si trovavano in Scozia. Adesso che i miei fratelli sono partiti ho capito cosa intende mia mamma quando dice che la casa senza di noi è vuota, un vuoto che va al di là dell’ingombro sterico (perché farci stare bagagli, materassini e i nostri corpi nella mia stanzetta minuscola è stata un’impresa). Siamo tornati i tre bambini che rovistavano nella terra del giardino, che correvano in cortile, che giocavano sul divano del salotto, anche se ora il divano era il mio letto che per poco non reggeva più tutti i nostri chili. La nostalgia di casa è un sentimento che suona sempre in sottofondo, ma all’improvviso qualcuno ha alzato il volume.

I’ve hosted my brothers for ten days, the first visit I receive from my family since I moved abroad.

If you ever come to visit me, you’re warned. I am an hectic traveller, I love walking and marching around trying to explore and see the most of a city. I’m restless, and expect my guests are too. I was busy in the lab during the mornings, so I provided my brothers with an endless list of places worth seeing written on a green post it. I guess they’ll think about it twice the next time before deciding to visit me again: their feet were aching every day. Still, they were enthusiastic about Scottish specialties like fudge, sticky toffee pudding, scones or fish&chips, and obviously Starbucks (there’s any in Italy). They enjoyed the city amenities. Scottish friends, be proud of yourself: my brothers much appreciated your helpfulness and friendly and easy going attitude.

Edinburgh is worth a visit too. Some people say it’s more beautiful than Glasgow, I think it’s simply different, with its gothic architecture, the castle, Calton Hill, the Queen Residence, the Scottish Parliament. Me and Enrico climbed the Salisbury Crag with courage, challenging the strong wind like steinbocks.

Stirling was rainy and gloomy, making our attempt to enjoy the climbing to the William Wallace monument and to the castle quite brave and my short trousers quite ridiculous. A National Army festival was going on and we admired the air force decorating the sky with blue, red and white paint.

Loch Lomond was incredibly warm and sunny and proved it wrong the idea that Scotland weather is continuously rainy. We took the chance to sunbathe and to dip our feet in the lukewarm water. Somewhere we read in Balloch there is the best deep fried Mars bar, and I tasted it for the first time: it’s delicious but fairly stuffy, oily and sweety.

Enrico accepted to be introduced to the joy if ceilidh, the traditional Scottish dance. We came back home sweated and exhausted but cheerful and swinging mooded.

We had a lot of fun, notwithstanding the impolite waitress at Willow Tea House, the sudden rains, the annoying beggars in the city center, the disagreements. We are a family of six and for ten days the half of it was dwelling in Scotland. Now my brothers have left I see what my mum means when she says without us house is empty. It goes beyond the luggage and bodies cluttering up my small room. We returned to the three children rummaging the earth in the garden, chasing each other on the yard, playing on the sofa. The sofa was now my bed, creaking under the weight of our no so light bodies. Homesickness is a background music playing steadily, but  someone turned it up these days.

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3 responses to “Fratelli/Brotherhood

  1. Bello quando ti vengono a trovare! Io aspetto mia sorella a fine luglio.

    • …e poi ad Agosto tutta la famiglia al completo per il Grande Giorno, anche se immagino che te li godrai meno 🙂 Almeno adesso hanno un’immagine più chiara quando per telefono racconto dei miei amici o dei posti in cui vivo.

  2. Bellissimo! 🙂

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