Gary and Audrey

Non mi faccio mancare proprio nulla: Kevin mi ha invitato al matrimonio di un suo amico, e io ho deciso di mettere a tacere quella vaga sensazione come di intruso e di portare con me allegria, curiosità e il vestito buono da matrimoni.

Il matrimonio si è celebrato a Greenock, una cittadina poco fuori Glasgow dove nacque Watt, l’inventore del motore a vapore. Cerimonia cattolica: come da rito, metà degli invitati non avevano la minima idea di cosa fare, e al momento dello scambio della pace, stringendo la mano, per poco non dicevano “nice to meet you“.

L’uomo scozzese nelle occasioni ufficiali indossa il kilt, al quale si accompagna sempre il borsello, che funge da pratica borsetta per metterci lo smartphone oppure una fiaschetta di whiskey (trovo molto più sensato il primo uso ma vi assicuro che gli scozzesi danno priorità al secondo). So cosa vi state chiedendo: è vero che sotto il kilt non c’è niente? Confermo: nulla (loro dicono: altrimenti sarebbe una gonna). Sono testimone oculare e ho le prove fotografiche, che ovviamente non posso pubblicare sennò mi censurano il blog. Altro accessorio necessario è lo sgian-dubh [skiandoo], ed è l’unica lama che la legge scozzese permette di portare con sé. Are you kidding me? Cioè, io non posso avere neppure un taglierino nel mio astuccio, e loro girano con un coltellaccio proprio in un’occasione in cui si beve più del solito.

Stavo commentando con le mie amiche che certe scollature, scarpe e trucco delle invitate sarebbero vietate dal buon gusto a un matrimonio all’italiana. Io qui non posso entrare. Solitamente la sposa si salva per sobrietà e grazia. Ma non dirò di più per evitare incidenti diplomatici. Di figuracce ne ho fatte già abbastanza, baciando ogni volta sulla guancia sbagliata causando numerosi incidenti nasali. Non si contano poi i malintesi legati all’idioma parlato a Greenock. Fortuna che gli amici di Kevin sono calorosi, irriverenti e allegri e mi hanno accolto con simpatia.

Prima del pranzo/cena lo sposo e il testimone si sono esibiti in un discorso lunghissimo, ringraziandosi a vicenda e poi lodando la sposa e blablabla, il che ha aumentato notevolmente l’appetito. Non ho ancora capito perché la sposa o le damigelle d’onore non si esprimano mai e se ne stiano mute e sorridenti ad ascoltare gli sproloqui degli uomini. Il menù prevedeva cibi tipicamente scozzesi, come l’haggis o la steak pie, e anche se le portate erano solo tre (e quindi ci siamo risparmiati un’infornata di calorie superflue), era tutto buono e abbondante. Finito di mangiare, i tavoli sono stati spostati lungo le pareti per lasciare spazio alla pista da ballo, e una live band ci ha fatto ondeggiare con i ritmi del ceilidh (al quale non ho partecipato per mancanza di donzella) e balli più moderni.

Io e Kevin eravamo condizionati dagli orari dei treni e siamo fuggiti via, stanchi ma contenti di aver partecipato, prima di vedere troppi scozzesi alticci. Thanks Gary and Audrey for your invitation, all the best for your life together!

 

Kevin invited me to his friend Gary’s wedding. Why not? It was our first Scottish wedding, I couldn’t miss this chance. Let’s go then, I’ll bring along my cheerfulness, my curiosity and my fancy wedding suit, ignoring the feeling I was an intruder.

The wedding was set in Greenock, a small town some kilometers outside Glasgow. The biggest local pride is James Watt, the steam engine inventor, who’s keeping an eye on the town from every corner. The ceremony was catholic. As usual, people were not fully aware what to do in a church, and I could swear some of them, by shaking hands at the peace moment, said: “nice to meet you”.

Nice official ceremony equals kilt in Scotland. I know what you’re wondering: are they wearing anything under the kilt? My answer: of course not! (it’d be a skirt otherwise) I’m an eye witness, I have picture evidence but I can’t post it otherwise my blog will be censored. Kilt must be worn with the purse (sporran), very useful to hold your smartphone or a small whiskey bottle (and apparently Scottish’s priority is the latter), and the sgian-dubh [skiandoo], the only knife allowed in public by Scottish law. Wait, are you kidding me? I am not allowed to keep scissors in my pencil case, and you go to a wedding (where you’ll probably drink enough) with such a sword?

I was gossiping with my friends about Scottish female fashion, but I won’t say again that such décolleté, shoes and makeup wouldn’t be normally allowed at an Italian wedding. Usually the bride is dressed with taste and elegance. I won’t say more words to avoid diplomatic incidents, since I already crashed enough noses by trying to kiss on the wrong cheek or put my foot in my mouth by misunderstanding the Greenock slang. Fortunately Kevin’s friends were welcoming, cheeky, bantering and warm.

Before letting us devour the dinner, the groom and the best man spent (too) many words thanking each other, flattering the bride and blablabla…I still don’t understand why the bride and the bridesmaids are not supposed to speak as well and they just can sit down and listen. The dinner comprised specialties from Scotland, like haggis and steak pie. After dinner the tables were pushed away to make room to dance. I couldn’t take part in the ceilidh, I was lacking a lady, but I enjoyed the other modern dances.

Me and Kevin had to rush away because of the train before the people were completely drunk. It was a nice wedding, thanks Gary and Audrey for invitation and all the best for your life together!

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