Notizie dal fronte/From the front

Sono ufficialmente in vacanza! Santa Fortuna mi ha assistito, e con la consegna della mia tesina di progetto estivo ho totalizzato 180 crediti britannici. Mica male no? (ma qui i crediti valgono il doppio che in Italia)

È stato un anno spossante. In Regno Unito hanno la flessibilità di una lastra di marmo e procedono seguendo protocolli, regole e procedure.

Vogliamo parlare degli esami? Non si può saltare l’appello e lo si supera col 50%, e se si passa (ma si passa quasi sempre, sarà anche il fatto che la retta è altissima e se uno paga vuole anche ottenere la laurea), si tiene il voto che capita, non c’è possibilità di ripetere l’esame, al massimo ci si può appellare adducendo malori giustificati e possibilmente documentati, se si sospetta di aver toppato. In Regno Unito ci si laurea con un’etichetta: pass (per i voti dal 50 al 60), merit (60-70) e distinction (sopra il 70). Però a quanto pare è stato deciso che i voti devono seguire una distribuzione statistica, e quindi a pochi è concesso di essere bocciati oppure di meritarsi distinction, con la conseguenza che si assiste a una generale livellazione dei voti, dell’entusiasmo e della motivazione. Se non si passa un esame, i professori rimediano attingendo voti da altri esami (lo so, come alle superiori, non ridete), ma se proprio non si riesce a travasare (non sto qui a spiegarvi tutte le loro maledette regole), si ridà l’esame e però per punizione ci si laurea automaticamente nella fascia di voti più bassa, quale che sia la media effettiva. Infine, se si viene bocciati in più di tre esami, si perde il master. Il regolamento è ulteriormente diverso per il bachelor (che dura quattro anni e non tre come da noi).

Quando capitano esami a scelta multipla mi sembra di essere a Chi vuol essere milionario: le risposte le si spara un po’ a caso, scegliendo tra alternative tutte apparentemente plausibili ed equivalenti, a meno che non si abbia studiato certosinamente ogni singola slide a memoria.
Scordatevi esami orali, al massimo qualche presentazione, in cui di solito il modo di presentare le slide conta come il contenuto, e se siete vivaci oratori il gioco è fatto.
Sembra che si studi più come passare l’esame, che la materia stessa-in fondo è impossibile preparare bene sei esami diversi in meno di tre mesi.

Al voto concorrono i temuti assignments, che possono essere tesine, ricerche, relazioni. Gli assignments di solito sono limitati a una precisa lunghezza. Avete presente quando Harry Potter e compagni devono scrivere un tema per casa lungo un metro, e Ron tenta di ingrandire la calligrafia per arrivare in fondo? Ecco, più o meno così: a volte si allunga la minestra per arrivare alle 5000 parole, altre volte si condensano i pensieri per stare dentro a 2 pagine striminzite. Tutto passa attraverso il filtro di un programma antiplagio (Turnitin) per evitare che qualcuno copi, non solo da internet ma anche dai propri compagni. Turnitin utilizza un algoritmo che confronta gruppi di parole con un immenso database elettronico che comprende tutti i siti, documenti e pubblicazioni possibili caricati in internet, comprese tesine, tesi e quant’altro. Lentamente arriverà anche in Italia, e vivrete anche voi il brivido di veder comparire la percentuale di testo plagiato: oltre il 25%, si rischia una punizione ufficiale da parte dell’università.

hurdleInsomma, una corsa ad ostacoli, dove gli ostacoli sono chiamati deadlines. L’importante è arrivare in fondo in tempo, non importa se si perdono pezzi e nozioni per strada.

Forse dovrei accennare al fatto che noi studenti dal continente non siamo per niente soddisfatti dalla qualità dell’insegnamento e della modalità di valutazione dei corsi, e che abbiamo esposto una quantità tale di lamentele ai coordinatori del master da lasciarli interdetti. Voi che avete fatto esperienze all’estero cosa ne pensate?

A dir la verità, dopo aver passato cinque anni a protestare contro il sistema universitario italiano, l’ho abbondantemente rivalutato. Se solo ci fossero più corsi in inglese, e l’organizzazione fosse un po’ più moderna (un esempio è l’impiego di internet per sveltire la gestione dei corsi  e della burocrazia), più orientata al lavoro e meno in mano ai capricci dei singoli docenti, competerebbe con quelle estere per livello di preparazione e preparazione critica. Qui perlopiù ho raffinato i miei strumenti per spulciare la letteratura, ho messo a punto una tecnica di taglia e cuci per creare tesine su misura, ho carburato 5 esami in 14 giorni e finalmente sono diventato puntuale nelle consegne.

Vi chiedo un favore: se ho intenzione di iscrivermi a un altro master in vita mia, legatemi a una sedia e picchiatemi forte.

Ma adesso ho finito, da ottobre comincio il progetto di dottorato vero e proprio, con un sacco di idee che mi riempiono le pagine del mio quaderno di laboratorio (chi l’ha detto che il mio non è un campo creativo?). Ma, al tempo. In mezzo ci sono le vacanze. Italia, arrrrriiiivoooo!

keep-calm-and-go-to-honolulu-with-merlin

It has been a tough year trying to cope with the crazy rules of University in Uk. A year spent balancing through assignments, anti-plagiarism engines, deadlines, maximum or minimum length, multiple choice questions, bundles of handouts, percentages to understand if I got a fail, pass, merit or distinction. Procedures, handbooks and guidelines: if you’re not really careful, British university looks more like a run against time and hurdles, and rather than learning for an exam, you learn how to pass an exam. It’s a race where much is left to serendipity and less to diligence and effort.

We, international students, have not been enthusiastic of the quality of teaching and assessment. We’ve learnt how to use literature, how to prepare an assignment in short time and by the due deadline, of the right number of words and correct interline. But I’m glad I studied in Italy: after much complaining, now I can tell I got a good preparation. If only Italian university were more updated (more internet and more English), job-oriented and less left in the lecturers’ whimsical hands, it would be a big competitor of northern universities.

If I decide to enroll in another Master, please, tie me to a chair and beat me up.

Anyway, now I’m finished, won’t start my doctorate project until end of September, my head is full of plans but well before that…Italy, I’m cooomiiiing!!

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2 responses to “Notizie dal fronte/From the front

  1. Credi che dovrei farmi legare ad una sedia? Fallo e picchiami in tal caso!

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