Trasloco/Moving on

Mi sono trasferito nel mio nuovo appartamento. È antiquato e ha il pavimento di legno scricchiolante e i soffitti alti e le finestre ampie e la cucina grande e luminosa e il lavello in una stanza separata e un cortile sul retro con le ortensie e gli scoiattoli e i panni stesi sui fili e il rosmarino sulle scale d’ingresso e un parco dietro l’angolo e il campo da bocce per anziani di fronte. Niente sudicia moquette, niente fetore sulle scale interne. Sa proprio di casa, è calda e accogliente. È perfino provvista di tutti quei piccoli problemi che affliggono le case vecchie, tipo infissi scrostrati e mattonelle mancanti in bagno. In precedenza è stata popolata da uomini che l’hanno abbastanza trascurata. Abbiamo trovato mutande sotto il letto e una friggitrice ancora d’olio (e fortuna che era olio, e non muffa). Dopo una prima passata col moccio, le assi del pavimento hanno virato verso un colore più chiaro, chissà dopo che le avremo grattate per bene!

L’appartamento si trova a East End, tutto l’opposto di dove avrei voluto io, ma l’esuberanza del padrone di casa e i tempi stretti hanno contribuito a farmi decidere in fretta.

Per trasferire i miei averi ho impiegato sette viaggi. Ringrazio di cuore i due Scozzesi gentili che, valutando la sproporzione tra me e la mia sacca marrone, hanno dato una mano a trascinarla su e giù per le scale della stazione.

Quindi adesso potete chiedermi il nuovo indirizzo e venire a trovarmi per un caffè.

St-Vincent-O2-ABC-GlasgowPrima di partire ho detto arrivederci, ciao o addio ad alcune delle persone e dei luoghi che hanno popolato il mio anno glaswegiano, neppure tutti purtroppo. Data la mia vita ancora nomade, dovrei smetterla di affezionarmi così in fretta-ogni volta è uno strappo.

Per finire, sono stato al concerto di St. Vincent. Non mi aspettavo di vedere un’artista malvagia-perché non ho altro modo per definire una cantante che sogghigna e inneggia al suicidio dal palco. Avevo bisogno di var svaporare le mie malinconie, e invece è riuscita a catalizzare le angosce-che il sole di Roma avrebbe fatto evaporare.

vista dietro

I’ve found a new house in the East End. Right, is not where I wanted to move, but the short time available and my outgoing landlord urged me to choose. It has a cracking wooden flooring high ceiling wide windows a bright kitchen a belfast sink in a separate room a backyard with squirrels and clothes hung to dry and hydrangeas and a rosemary at the front door and a bowling lawn for old people in front of it. No nasty carpet, no smelly stairs. It’s pretty old, with peeling paint and missing tiles in the toilet, but it feels like home, it’s warm and cosy. The men living here before us mistreated it, we found pants under the bed and a frier still full of oil and the wooden planks, once rubbed with water, changed from dark to light brown.

Thanks to the two kind young Scots who helped me drag my huge luggage while I was moving all my stuff up and down from my previous accommodation. Ask for my new address and come and visit me!

Before I left I said goodbye to some people (but I missed many) who crowded my first glaswegian year. I’d better stop getting fond so easily of places and people, given my wanderer life.

And I attended a last concert, St Vincent. Usually music is cathartic. Well this time I experienced the Evil. I have no other word for a singer who never smiled, just grinned and talked about committing suicide. It enhanced my anguish-fortunately the sun of Italy had them vanished.

vista davanti

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2 responses to “Trasloco/Moving on

  1. Ma il sole ce l’hai già dentro, caro Erbolo! La zona non è quella che volevi ma non sarai lì per sempre: magari ti anche anche molto meglio di quello che immaginavi… 🙂

    • Credo che mi troverò bene, perché il cortile sul retro e i vecchi che giocano a bocce sul davanti sono impagabili! E poi sto scoprendo tanti negozi italiani, che mi salveranno dagli attacchi di nostalgia.

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