Escape Edinburgh

Sono chiuso a chiave all’interno di una stanza assieme ad altri cinque amici, nel seminterrato di un edificio ad Edimburgo. La chiave per aprire la serratura è all’interno di una cassaforte bene in vista, a sua volta dentro una teca trasparente protetta da un lucchetto. Abbiamo sessanta minuti per trovare la combinazione che apre la teca e poi la cassaforte. La combinazione è composta da cinque lettere, custodite in due cassette a loro volta nascoste in armadietti chiusi da altri lucchetti. La stanza è spoglia: un televisore, qualche quadro enigmatico, un orologio. Il tempo scorre sullo schermo della televisione. Nell’angolo, una libreria, contenente perlopiù libri del terrore, gialli, thriller. Sotto la tv, un cassetto pieno di vecchi album. Una cartina della Scozia, un telefono a ghiera, un divano per sedersi, una lavagna bianca per scrivere. Ci stanno tenendo d’occhio attraverso telecamere nell’angolo, nel caso in cui decidessimo di forzare o rompere qualcosa. La tensione cresce tra di noi, non sappiamo da dove partire. Un attimo–l’orologio! Le lancette non si muovono, l’ora deve essere la prima combinazione! Prova–sì, si apre. Secondo indizio…

 bel tempo a edimburgoLa Scozia non è mai stata così bella come in queste settimane. Freddo, sole, aria limpida, il cielo azzurro e poi rosa e giallo la sera. Lo sto scrivendo un po’ troppo spesso, questo basti a darvi un’idea di quanto ci sentiamo graziati da questo tempo insolitamente splendente.

La lampadina UV rivela un paese evidenziato con l’inchiostro simpatico sulla cartina della Scozia sul muro. Un numero accanto al nome ci porta al successivo indizio. Decifriamo scritte in Braille, decodificando lettere greche usate come numeri, rovistiamo tra i cd alla ricerca di un album con una data in copertina.

greyfriars bobbySono già stato tante volte ad Edimburgo, e finalmente ne esploro le parti un po’ più nascoste, e la città comincia a piacermi, scopro che ha un’anima non ancora slavata dai turisti stolidi. Negozi di bigiotteria e gioielli artigianali, piccoli caffè, angoli architettonici. Mentre eravamo alla ricerca di Bobby del Greyfriars, che è il simbolo di Edimburgo, un cane che ha passato gli ultimi 14 anni della sua vita sulla tomba del padrone morto di TBC e al quale è stata dedicata una fontana minuscola all’angolo di una strada di fronte a un pub, ci siamo fermati per un caffè (tappa obbligatoria quando si è con greci al seguito). Siamo entrati all’Elephant House, celebre perché qui J K Rawling si sedeva a scrivere Harry Potter. Di sicuro è un posto con un’atmosfera alternativa, singolare, forse non magica ma confortevole. Se siete elefantofobici, non entrate. Statuette statuine immagini santini dipinti effigi riproduzioni foto di elefanti in ogni angolo. E se volete un servizio veloce, rinunciatevi. I camerieri in Regno Unito sono estremamente lenti e imbranati. Non sarebbero pronti a ricevere venti ordinazioni diverse in risposta alla domanda: ,,signori, vi porto un caffè?” (come invece succedeva a me dal Tom).

we escapedCi blocchiamo. Manca un passaggio. Provvidenziale, arriva il suggerimento dallo schermo della tv: “guardate sotto il divano”. Altri indovinelli da risolvere di corsa, il tempo scorre veloce. Finalmente apriamo la cassaforte in tempo prima dello scadere dell’ora. Abbiamo vinto! Sì, si trattava solo di un gioco: si chiama Escape. Ma perché nessuno viene ad aprirci? Ah no, scusate, le chiavi vere erano in un doppiofondo, mica ce n’eravamo accorti. Click–la serratura si apre.

wpid-2014-11-23-14.52.16.jpg.jpegI mercatini di Natale sono una maledizione per il portafoglio. Rovistando tra i banchetti che vendevano gli stessi ninnoli dell’anno scorso, come a dire: ci ripresentiamo alla tua porta finché non ci compri, ho trovato un dolce fenicottero rosa da infilare sul dito, che è diventato mio compagno fedele per tutto il pomeriggio, e con Flamingo sono tornato orgoglioso e contento a Glasgow. Mi volete bene anche se imbarazzo, vero? E anche se scrivo un post a brandelli?

Locked into a room together with five friends, in a room on the ground floor of an old building in Edinburgh. We perfectly know where the key is-inside a safe, which is inside a transparent cage. To reach the key we need the combination of the locker. The combination is made up by two parts, locked inside two boxes, protected by more lockers. The room is poorly furnished, a table, a tv screen, some awkward pictures, a clock on the wall, a whiteboard. A bookshelf in the corner, thrillers and fantasy novels on it. Some old albums under the tv. We have 60 minutes to go, they keep an eye on us from the CCTV cameras in the corner, in case we want to break anything. No clue. Hold on–the clock! The arms are still, the time must me the first combination. Let’s try–it works. Second clue…

edinburgh castle sunScotland has never been as charming as in these weeks. Cold, sun, clear sky, blue and then pink and yellow at sunset. I know I keep writing it, just to remark how extraordinary it looks, it feels like grace.

A UV torch reveals a town highlighted with a special ink on the Scottish map on the wall. A number written nearby leads us to the next clue. We solve puzzles, we work out Greek letters used as numbers, we rummage the CDs looking for an album with a date or a number on the cover.

sole ad edinburgoI’ve already been to Edinburgh a number of times, although only today I manage to visit the more pristine parts of the city, hidden and not watered down by stolid tourists. I finally appreciate its soul. Jewelry and crafts shops, small coffee shops, elegant architectures. While looking for Greyfriars Bobby, one of the symbols of Edinburgh, a dog who waited on his owner’s tomb for 14 years after his death by TBC and now honored by a small bronze statue over a fountain, we stopped for a coffee (you can’t avoid it if you’re with Greek people). We took a coffee at the Elephant house, renown especially because of J K Rawling writing Harry Potter over here. The atmosphere is quirky, not magical perhaps but cozy. If you are elephantophobes, do not enter. Elephants everywhere, not real, sure: statues, pictures, paintings, photos, effigies, statuettes cover any free inch on the walls. If you want a quick and rapid service, do not enter either.

We’re stuck, we don’t know what’s next to solve. Just on time, they send a clue on the tv screen: ,,have a look under the sofa”. Oh yes, there’s a suitcase! How could we miss it? More puzzles to solve, hurry, just few minutes left. Finally the safe is open, we won! Yes, it was all a live game, called Escape. Wait, why is no one coming to open the door? Ah yes, the real key is under a false bottom, we didn’t realize it. The key looses the doorlock. Well done!

A Christmas market is a curse for my wallet. Having a look at the stands I picked up a sweet finger puppet in the shape of a flamingo, who quickly became my best mate for the afternoon, and I came back to Glasgow with Flamingo on my fingertip. You love me even if I am embarrassing, don’t you? And even if I write such a shredded post? 

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