Jetlag, sleeplag

Avevo bisogno di un po’ di riposo. Quattro giorni trascorsi a Manchester a cavallo del nuovo anno, ospite nella casetta di Erica e Carlos, amici che risalgono al mio Erasmus in Germania, è stata l’occasione giusta.

Cibo etiope: verdure disposte sul pane, da mangiare con le mani.

Cibo etiope: verdure e carne disposte a mucchietti su un pane piatto e spugnoso. Si mangia con le mani, strappando un pezzo di pane e facendo la scarpetta.

Carlos mi ha viziato con molto cibo gustoso, sia quello che ha cucinato, sia quello che mi ha fatto conoscere portandomi fuori a cena in ristoranti etnici. Erica da parte sua mi ha fatto trovare i biscottini buoni a colazione portati dal lavoro. E ho osservato la vita nei quartieri di Manchester, sbirciando i vicini dalla finestra (quanto mi piace guardare dentro le finestre illuminate!) e venendo ricambiato dallo sguardo fisso e spettrale di una bambina bionda.

Siamo andati a pattinare sul ghiaccio. Erica era molto incerta sui pattini, specie quando ci superavano massicce mamme britanniche, o quando i bambini si mettevano di traverso sulla nostra pista incerta. Alla fine ci facevano male i muscoli, ma ho riscoperto quant’è bello pattinare. Di fianco alla pista da ghiaccio c’era uno scivolo altissimo, che abbiamo ovviamente provato. Con Erica viene spontaneo buttarsi in questi gesti infantili.

Ho potuto dormire (non so come mai il mio orario-cenerentola, quando divento uno zombie, scattava già alle 11) e leggere a volontà. Complice il fatto che i nostri ritmi circadiani sono sfasati di 4-5 ore, mi ritrovavo con molto tempo libero, ma ammetto di essere stato un ospite poco presente. Grazie dell’ospitalità, amici!

I needed some rest before coming back to Glasgow, and four days spent in Manchester, hosted by Erica and Carlos, my friends from my Erasmus period in Germany, proved to be relaxing enough.

Carlos spoiled me cooking delicious, fatty food and taking me out to ethnic restaurants. Erica brought me biscuits from her workplace.

We went ice-skating. Erica was unsure on the blades, trying to avoid the stocky British mums and their unaware children on the scarry ice. Our leg muscles were sore, but it’s so nice to glide on the ice. We adventured down a giant slide, like children. Such a fun!

My cindarella time was far before 11pm, and I ended up sleeping much and reading even more. There’s a certain lag between our sleeptime, so I had a lot of spare time, although I must admit I wasn’t an entertaining guest. Thanks for hospitality, my friends!

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2 responses to “Jetlag, sleeplag

  1. Ciao, io ho vissuto a Manchester per 4 anni e mezzo e mi e’ venuto da ridere vedendo le foto della pista di pattinaggio. A dicembre 2011 sono scivolata sulla stessa tagliandomi il mento, momento imbarazzante e serata fuori coi colleghi finita in A&E! Concidenza, ora sono a Glasgow anche io 😀

    • Aaaaah che bello, benvenuta! Pensa che devo ancora provare la pista di Glasgow, a dicembre sono sempre così pieno di impegni che finisco per rimandare (forse è per questo che ho ancora evitato figuracce). Spero che Glasgow regga il confronto con Manchester!

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