Dolci di Natale/Secret Santa

Io ho due relatori in due dipartimenti diversi e di conseguenza divido il mio tempo tra due gruppi di ricerca. Il mio secondo relatore (quello con cui passo meno tempo) è greco e sembra dare molta importanza all’aspetto sociale della vita in laboratorio (quasi più che all’aspetto propriamente accademico, in realtà). Ogni due settimane ci riuniamo per colazione, durante la quale a turno un paio di noi dottorandi espongono gli ultimi sviluppi e risultati di laboratorio. È un’ottima occasione per fare pratica e perdere la paura di parlare in pubblico, specie in Scozia dove non fanno mai esami orali. È un’opportunità di confronto e di scambio. Per esperienza, so che discutere di frequente con gli altri dottorandi aiuta a trovare soluzioni, scorciatoie, nuovi spunti e a non scoraggiarsi. Ma fare colazione ascoltando un collega blaterare dei suoi insuccessi in laboratorio non stimola in realtà abbastanza i rapporti interpersonali. Questo è chiaro anche a Dimitrios, il mio relatore.

E allora ogni tanto si organizza qualcosa di più divertente. Ad esempio un pranzo internazionale (per il quale io ho preparato i cannelloni alla zucca), poi è stata la volta della caccia al tesoro in giro per Glasgow terminata con una pizza di gruppo, e poi, a dicembre, il Giorno delle torte di Natale con annesso scambio di regali anonimi, in inglese Secret Santa.

La storia dei regali è stata fonte di stress senza ragione. Vi spiego come funziona: ci è stato assegnato il nome di un collega a caso tramite estrazione di un bigliettino. Dovevamo prendere un regalo per questo collega, semplice e mirato, valutando bene come spendere un budget massimo di 10 sterline. Per tre settimane, il secret Santa è stato il principale argomento di conversazione: “Non ho idea di cosa regalare a…[fiato sospeso per non rivelare il nome, altrimenti che secret è?]” “Hai già preso il regalo per…[ah no non posso dire il nome]?”. Che scatole, ma invece di fare le drama queen fingendo di perdere il sonno per una questione di tal peso, non basterebbe proporre di portare un regalo a caso, mescolarli tutti sul tavolo e poi altrettanto a caso pescarne uno diverso? Tanto alla fine saranno pataccate di cui ci dimenticheremo ben presto. Libri, dvd, sciarpe, tazze, borse dell’acqua calda. Il ragazzo che aveva il bigliettino col mio nome non s’è neppure degnato di presentarsi (con sommo dispetto del mio relatore), così io mi sono beccato il regalo destinato a lui. Tanto meglio, era un buono per il cinema, che so già quando e come impiegare!

Ad accompagnare lo scambio dei regali c’erano vari dolci di Natale, e le tortine hanno addolcito abbondantemente gli animi. C’era zucchero sufficiente a mandare in coma glicemico un esercito di diabetici. Qualche cracker, qualche chiacchiera e allegria. Alla fine il clima di Natale è questo, stare insieme, divertirsi con poco.

Questo post, in forma edulcorata, mi è stato commissionato per il blog del mio relatore, col quale cerca di promuovere il suo gruppo di ricerca, quindi siate gentili e cliccate su questo link, sarà contento di vedere un po’ di traffico sul sito.

The following post originally appeared on dr. Dimitrios Lamprou’s group blog, at this link.

If you join Dimitrios’ group, it’s not only for its academic side and the perspective of spending your next three-odd years in the lab of the Pharmacology Department. Let’s admit it, we love passing a spare couple of hours in social activities. Winter has arrived once again, and we could not miss out a Christmas party with the rest of the group, even if this occurred a little bit early in our calender, at the very beginning of December.

Each of us was asked to bring along a traditional cake, sweet or dessert to share. Mince pies, sticky toffee pudding, chocolates and cheesecake made their triumphant apparition. If you have a Greek supervisor be prepared to taste some Greek traditional dishes, like baklava and dried figs. And if you join a highly international group and you are curious, be ready to learn quite a lot about other countries traditions and try some delicacies like real churros and authentic torrones from Spain. If you’re diabetic, just keep yourself afar, you will have serious problems to recover form such a day.

To an international student like me, Christmas in Great Britain is a wonder every year. I have discovered the joy of cracking crackers, bursting their useless plastic toy and being puzzled at the idiotic joke hidden inside. We all ended up wearing the paper crowns and flashing smiles around.

Such treacly lunchtime had its cherry on top with the Secret Santa. Each of us had previously picked up a random name of one of our lab mates from the hat and was supposed to get a wee present for him or her, all wrapped up in festive paper and anonymity. It took a while to think what a colleague might enjoy as a surprise, however it was rewarding to receive an unexpected either pair of gloves, a gingerbread house or a personalized mug from an anonymous and inventive colleague.

If Christmas has a meaning, especially for who is away from home, is staying together, have a laugh, crack a joke, smile and be merry and silly together. Well, I can say we made it. Best wishes of a cosy merry Christmas from Dimitrios’ group!

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