Speculaasbrokken

Era da tempo che avevo la curiosità di visitare Amsterdam, ma mi è sempre mancato un compagno di avventure. Luca si è offerto volontario. Detto, organizzato.

Amsterdam è pulita e ordinata, piccola e civile. Ti senti gratificato quando le auto e perfino i tram si fermano per fare passare te, pedone. I pissatoires ad ogni angolo della strada si sono rivelati particolarmente utili (anche se poco eleganti) se si passeggia a lungo e non si vuole entrare in un bar.

casette colorateTutto il centro è impregnato del forte odore di fumo. Quel fumo. E da molti angoli spuntano le ragazze che si guadagnano la vita esibendosi svestite in vetrina. La domenica sera le strade erano vuote, Amsterdam è una cittadina tranquilla, se si escludono quelle quattro strade. I turisti in giro sembravano essere lì principalmente per approfittare dei biscotti ai funghi e delle case a luci rosse, e a me dà l’impressione che più che una conquista di civiltà e di libertà personale si tratti di una miseria assoluta. A noi due per divertirsi è bastato molto meno, ad esempio un castello di legno su cui arrampicarsi nel Vondelpark.

castello legno

Castello di legno. I bambini erano più agili di noi.

Gli olandesi sono molto gentili e cortesi, e parlano un inglese invidiabile, tutti, dalle cassiere in su. A proposito di cassiere, in Olanda hanno abolito i fastidiosi centesimi di rame: alla cassa arrotondano il prezzo, tanto in media una volta sarà a vantaggio del cliente, una volta a vantaggio del commerciante, e siamo pari. La vita è abbastanza cara. Una visita al supermercato è stata una boccata d’aria europea per me e un’esperienza per Luca, che non aveva mai visto gli speculoos (i biscottini fragranti alla cannella) o gli spinaci con la panna o il vuoto a rendere. Luca è rimasto stupito anche dell’assenza di tende e tapparelle alle finestre.

casetta storta

Non vi sembra storta. Lo è.

L’olandese alle mie orecchie suona come il norvegese, pieno di gutturali e aspirate. Appunto a latere sugli uomini olandesi. Mentre aspettavo all’aeroporto che mi ispezionassero la carta d’identità, un poliziotto passava sgranocchiando una mela. Gli cade un pezzetto minuscolo per terra, forse il picciolo, e lui dall’alto dei suoi quasi due metri di muscoli si china a raccoglierlo e lo butta via nel cestino. Wow.

casa piccola amsterdam

Casetta piccina picciò. Alta 5 m e profonda 2.

Il Museo di Van Gogh è particolarmente ben costruito. Sono uscito con l’impressione di aver toccato un po’ l’essenza del pittore così prolifico e che deve aver sofferto molto. È stupendo osservare quei gialli accostati ai blu, pur sapendo che i blu forse erano viola e che gli arancio erano rossi e gli azzurri sono ingrigiti e che il tempo e le reazioni chimiche c’hanno messo lo zampino. Ho scoperto che era così affezionato agli autoritratti perché pagare un modello sarebbe costato troppo.

Il Rijksmuseum ha una struttura complicata, che per capirla ci vogliono quattro lauree, e alla fine abbiamo fatto un’abbuffata tale d’arte che il giorno dopo abbiamo dovuto riposare gli occhi e ci siamo accontentati di girare per il centro. Segnalo da visitare il cortile delle beghine, dove si respira un’aria di pace.

cortile beghine

Cortile delle beghine. Adesso non ce ne sono più, ma una volta vivevano in quelle casette.

Mi sono innamorato dei canali, della luce del tramonto sui canali, dei ponti che scavalcano i canali, delle casette alte, strette e a volte storte che fiancheggiano i canali, dei vasi di fiori sull’uscio e delle infine biciclette che circolano. Si esce anche il venerdì sera in bicicletta. Si scarrozzano gli infanti in bicicletta.

canaleUn cameriere si è guadagnato la nostra simpatia offrendoci da bere. Devo dire che la vodka pink ha messo alla prova la mia sobrietà. Prima di lasciare Amsterdam ci siamo goduti una colazione al Kobalt café, con una torta al cioccolato strepitosa e una cameriera spiritosa. Per me che sto ancora cercando un luogo da chiamare casa, ad Amsterdam, che pure mi ricorda la bellissima Amburgo, non mi si è aperto il cuore, però tutto sembrava naturale, più vicino al mio modo di sentire. Bedankt, a presto!

casetta amsterdamA trip to Amsterdam was a dream of mine but I’ve never had the chance or a travel buddy. When my friend Luca volunteered, we organized quickly. There we go.

fringe festival

Nel bagno dell’appartamento ho trovato…il Fringe Festival di Edinburgo!

Amsterdam is tidy and clean, tiny and polite. Cars and tram respect pedestrians and stop to let them cross. Many pissatoires are placed in the corners of squares and streets, and I must admit they are maybe trivial but useful, especially after a long walk in the cold.

The small city centre is soaked a strong smoke smell. Yes, the joint smell. The working girls pop out in the windows. Tourists seem to be around only to try the weed cookies and lollipops and to pay visit to the red light neighbourhood, and I got the feeling that this is pretty miserable and shameful rather than a sign of freedom. We had fun with much more simple things, like climbing on a wooden castle in the Vondelpark.

poisson picasso amsterdam

Picasso donated this fish. It is a fish, I guess.

Dutch are kind and gentle, speak an accomplished English, all of them, starting from cashiers. So jealous! In Netherlands there are no wee 1, 2 and 5 coins any more, they round up bills and on an average everyone is happy. Life is expensive. The supermarket was like fresh air for me. I had the chance to enjoy European food once again. Luca was puzzled at the cream spinach, speculoos (cinnamon biscuits), the empties to return. The absence of blinds was new to Luca as well.

Dutch sounds a little bit like Norwegian, rich in guttural sounds. While I was waiting for my ID to be checked at the airport, a tall policeman was passing by, crunching an apple. A small bit of it fell to the floor. He bent down and picked it up and threw it away. I was amazed and delighted.

Van Gogh museum is very good at providing a glimpse into this prolific artist’s lonely and suffering life. Yellows and blues together in thick brushes on the canvas. Grey used to be turquoise, orange were red, blue was violet. Time and chemistry quenched the hues, but not the life from the paintings.

The Rijksmuseum filled us up with art and crafts and we had just left energies to stroll around in the city centre. The beguines yard is a oasis of peace hidden in the alleys.

chiesetta beghine

Beguines yard church.

I fell in love with the canals, the bridges over the canals, the sunset over the water, the tall narrow tilted houses on the canals, the flowers on the doors and the bikes around. Families carrying children on the bikes, young people going out for a drink on their bikes.

casetta di legnoA waiter endeared us by getting us to drink. Pink vodka harshly challenged my soberness. Before leaving we popped into the Kobalt café, I had an amazing chocolate cake and the waitress was so nice. Maybe I cannot claim it feels like home here, even though Amsterdam looks so similar to Hamburg, yet my heart cringed when I left. See you later, Netherlands!albero

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