Sfide/Challenges

Correre una maratona non è esercizio fisico fine a se stesso, c’è un obiettivo, una sfida. E a me piace toccare i risultati subito, arrivare al traguardo. Io ho sempre corso, la lentezza non è una mia qualità. Da un anno, ho trasformato questo bisogno in hobby. Per cui quando Sara mi ha proposto di partecipare a una maratona (senza grandi aspettative, solo per provare), ho accettato con entusiasmo.

rainbow run 2015

I colori erano in base al mese di nascita. Riuscite a trovarmi? Suggerimento. Ero in viola.

Ma il passo dal rassicurante tapis rulant della palestra a una maratona seria non è breve. Il mio primo timido contatto con una corsa vera è avvenuto sotto la pioggia di Glasgow una domenica mattina. Era la Rainbow Run ed era un evento non competitivo organizzato dai Frontrunners, un simpatico gruppo di corridori amatoriali. Eravamo vestiti dei colori dell’arcobaleno, e ho percorso 7.5 km in tutta tranquillità ciacolando con gli altri partecipanti. Ho cominciato ad allenarmi con loro, che si ritrovano il giovedì sera e la domenica mattina per correre intorno al centro di Glasgow. Correre all’aria aperta mi fa sentire vivo. Il vento, la pioggia, l’aria umidiccia. Non sento il sudore, mi concentro sul percorso, sulle crepe della strada, sugli alberi, sui passanti, sui rumori. Mi libero dei miei pensieri.

sara stefania sarteUna volta superate le prove generali con successo, ero pronto per la corsa ufficiale. La prima occasione che ci è capitata era la Meadows Marathon. C’era la possibilità di indossare un costume, in fondo si tratta più di beneficenza che di agonismo. Indovinate un po’, mi sarò lasciato scappare l’occasione? Ma certo che no! Ma come al solito mi sono ridotto all’ultimo, con Sara e Stefania che cucivano e pinzavano i pezzi insieme sul treno, ma l’effetto finale era simpatico e abbiamo fatto sorridere molta gente, vestiti da pavone io e fenicottero lei, due macchie di colore vivace contro i colori sobri delle tute da corsa. La maratona si tiene nei meadows di Edimburgo, un parco dietro l’università, in un percorso circolare tipo circuito di formula uno, da percorrere più e più volte. Mentre trotterellavo sotto gli alberi mi godevo la vista del Seggio d’Artù, la montagna che sorveglia la città. Tra l’erba spuntavano i crochi viola e i pezzi del mio boa blu elettrico. A metà strada ci accoglievano i bambini, offrendoci dei bicchieri d’acqua. I volontari ci facevano il tifo.

smileE non importa se non abbiamo corso la maratona intera ma la sua forma breve di 10 km, se siamo arrivati praticamente ultimi (in 1h 11′), se le gambe erano pesanti e lo stomaco affamato, se avevamo piume in bocca come una palla di pelo. Il nostro personale obiettivo era arrivare prima di una ragazza che sbuffava dietro di noi, e ce l’abbiamo fatta. Magari la prossima volta raccogliamo soldi per un’associazione di beneficienza. L’importante non era vincere, ma accettare la sfida, esibirsi, divertirsi e strappare qualche sorriso.

noi tre e bobby

A marathon is not mere solipsist exercise, it means running with a goal, a purpose, it means a challenge. Besides, I like harvesting results as soon as possible, reaching the finish line. I’ve been always rushing in my life. Taking it slow is not my cup of tea, at times I think I’ll die earlier given my longing for speedup. One year ago, I simply turned this need into a hobby. So when Sara suggested we might run a marathon, I accepted enthusiastically. 

Anyway running a marathon is not the same as running on the treadmill, in the safe gym environment. My first shy approach to a run happened on a Sunday morning, under the tiny Glaswegian rain. It was the Rainbow Run organized as a friendly event by Glasgow Frontrunners, a running club. I jogged 7.5 km chatting away with the other runners. We were all dressed with different colours, so to make up a rainbow. I then joined the Frontrunners on a Thursday night, it is fun to run together in the fresh air in the evening, it makes me feel alive, the wind, the rain, the moist air. The sweat does not bother me, I am focussed on my path, on the pavement cracks, the trees, the people passing by, the noises. I get rid of my blues.

stretching

Look how flexible I am!

Once I got successfully through the general rehearsing, I felt ready for a real marathon. The first we picked up was the Meadows Marathon. It is a charity event held in Edinburgh, in the meadows, next to the University, in a circular pathway to run around over and over. Participants were invited to wear a costume-no better chance for me to make good use of my ideas. We finished to sew and staple the pieces together on the train to Edinburgh. Me and Sara came around flamboyantly dressed up as a peacock and a flamingo, glittering spots of colours among black tracksuits. We sparked many laughs and smiles. While I was trotting along I enjoyed the view of the Arthur’s seat, towering upon the city. Along the pathway children offered glasses of water, the volunteers cheered us. Crocuses peeped out of the grass together with the feathers dropping from my electric-blue boa.

in corsaIt doesn’t matter if we ran only a short 10k run rather than the whole marathon, if we arrived almost last (in 1h 11′), if our legs were aching and our stomach was grumbling, if I felt a yarn of fake feathers in my mouth. We had a personal goal, arrive to the finish line before the panting woman behind us, and we made it! What matters to us was not to win, but to take the challenge, show off, have fun and make people laugh.

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