Oltre l’oceano/Big leap

La mia sacca marrone si prepara ad inghiottire i miei vestiti ancora una volta, ma stavolta il salto è davvero lungo, la meta è New York.

Non è per una vacanza. Ho sparso mezze anticipazioni a partire da Dicembre, quando Richard, il mio relatore, mi ha proposto di accompagnarlo a New York per uno scambio tra università. Sul serio, uno scambio? A New York? Dentro di me ho alzato le braccia al cielo e ho detto: “YESSSS!!!”, però di fronte a lui, che è un uomo composto e formale, mi sono trattenuto: “Sì, potrei essere interessato”, ho risposto con tono noncurante. Da lì in poi il progetto ha assunto forma. Lentamente. Troppo lentamente: la mia università, la Strathclyde, e la New York University (NYU) non erano entusiaste di collaborare, gli americani sono gelosi della loro attività di ricerca e non troppo ansiosi di condividerla. Il che è il fallimento della ricerca scientifica in sé, ma d’altra parte si sa, quando la ricerca ha possibili risvolti economici, patti chiari collaborazione lunga. Sono serviti ben sei mesi per definire i termini del progetto. Finalmente ho ricevuto la conferma. Nel giro di pochi giorni ho prenotato una stanza nello studentato e il biglietto d’aereo.

Si parte, sul serio! Il volo è mercoledì, dopodomani. Sto via fino a fine Agosto, ho barattato il tempo ballerino della Scozia con il clima torrido della Grande Mela. Da un giorno all’altro devo mettermi nell’ordine di idee che tra una manciata di ore sarò al di là dell’oceano, sarò nella città in cui volevo portare mia mamma, a Natale, per vedere la neve e i negozi addobbati per le feste. Ora che mancano solo pochi giorni non riesco a fissare i pensieri, mi sento una pallina da flipper spinta all’improvviso in cima al piano inclinato, consapevole che basta lasciarmi andare, correggere leggermente la traiettoria per arrivare in fondo. Forse non ho proprio tanta voglia di partire, di trascinare i bagagli su un aereo per così tanto tempo. Non parto più d’impulso, come alcuni anni fa, solo per il gusto d’andare. Ho frugato dentro di me alla ricerca delle motivazioni per partire di nuovo, come si fruga alla ricerca dei centesimi sul fondo della borsa, e ne ho trovate alcune di abbastanza convincenti. Come si fa a dire di no a un’occasione come questa, quando mi si ripresenterà?

Devo ringraziare il mio relatore per l’accanimento con cui ha lavorato al progetto, e il dipartimento per avermi dato l’appoggio economico. Continuate a seguirmi, fra pochi giorni vi scriverò dalle strade newyorkesi (sempre che non mi perda per strada, ho il terrore che qualcosa vada storto)!

nyu cap

My big brown bag is ready to swallow my clothes once again and be dragged around one more time, this time for a longer distance, beyond the Ocean, to New York, and it’s not a holiday!

I’ve been up to this since December. Richard, my supervisor, has been working at this exchange for a long time. He once called me to his office and put forward that I go along with him. Inside me I was exulting: “YESSSSS New Yooooorrrrk!” But he’s a quiet and formal man, so I simply replied, very accomplished: “Well, I might be interested”. The project took actually ages to become real. NYU and Stratchlyde University had to find an agreement and I’ve been waiting in vain, until I finally got an official permit and I booked my flight and my room on the same day.

So I am leaving, I am truly leaving in two days. I don’t really feel like, to be honest. I don’t pack my stuff ready to leave as eagerly as I used to do some years back. Now I feel confused, I feel like a ball on a pinball slope, I know I just need to let me go and follow the slope and I will safely meet my drain. I looked through myself in search for strong motivations to leave, the same way you look for pennies at the bottom of your bag, and I found some good enough. How cannot take advantage of such a good opportunity to see the US and to live the city life?

I wish to thank my supervisor and my department for letting me go, for giving me this big opportunity, this chance to visit the US and for trusting me somehow. Keep following me, in a couple of days I will update you from the streets of New York (as long as I don’t get lost on the way)!

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