Golosoni/Sweet-teeth

Giovedì sera ho ricevuto una mail urgente da parte di Chip, un mio caro amico conosciuto a New York quest’estate. Un mio amico si trova a Glasgow, sta viaggiando da solo e gli farebbe piacere avere compagnia, riuscite a mettervi in contatto? Wow, che bello, com’è piccolo il mondo, certo, non ho programmi per il fine settimana, posso portarlo in giro per la città.

Ci incontriamo sotto il duca di Wellington, o meglio, il Cavaliere col Cono in Testa di fronte al Museo di Arte Moderna, uno degli involontari simboli di Glasgow e punto di ritrovo accessibile e riconoscibile. Patrick è un ragazzo alto e barbuto che abita a Brooklyn, fa il sindacalista per gente che lavora nel mondo dello spettacolo, soprattutto scenografi e costumisti, e si è preso una pausa di cinque mesi dal lavoro e dalla sua vita. Voleva visitare l’Italia, ma alla fine il progetto si è allargato, ed è partito dalle Fiji ed è arrivato in Regno Unito, passando per Australia, Sud-Est asiatico, il Bel Paese, ex-Jugoslavia, Francia, Irlanda.

Lo porto al The pig and the butterfly, un ristorante dove servono buon cibo scozzese in una cornice che mia mamma definirebbe riciclata da una cantina ma che qui chiamano alternativa. “Prendiamo il dolce?” “Mh, no dai.”
Usciamo dal ristorante, facciamo due passi lungo Bath Street nella rigida notte di un venerdì di fine novembre. Patrick: “In realtà un dolcetto ci starebbe bene”. Io: “Ma i bar sono chiusi e nei pub non servono dessert…dobbiamo entrare in un altro ristorante”. “Facciamolo, allora!” E così ci presentiamo al Las Iguanas, per ordinare due cocktail e due dessert, sotto lo sguardo divertito della cameriera. La stessa scena si è ripresentata il giorno dopo, ho provato a trascinarlo in uno dei miei tuor mozzagamba alla scoperta degli angoli che apprezzo di Glasgow, ma ci siamo semplicemente incagliati a mangiare cibo vietnamita e poi un gelato da Nardini’s (il Don Vito è davvero buono). Calorie a profusione. La sera ho cucinato io, pasta alla norma e per dessert la tortafrolla del Bonomi e Nutella (il mio programma prevedeva una più vivace serata a ballare ceilidh, ma la pigrizia e l’appetito hanno avuto il sopravvento). Patrick ama i dolci più di me, scrive su un blog che parla di gelaterie e ha creato un gusto nuovo per Ben & Jerry’s. Credo proprio che il suo viaggio sia stato una specie di Mangia Prega Ama, forse con scrivi al posto di prega (sta raccogliendo notizie sul mondo non profit per questo sito).

Patrick mi ha portato un bel po’ d’allegria e di risate e di storie, il clamore della sua vita piena di persone, di amici, di famigliari che si porta sempre dietro, che l’hanno raggiunto durante i suoi viaggi, o che non dimentica al momento di inviare dolcissimi biglietti d’auguri natalizi. Strano come la vita, con un americano, appaia più semplice, attiva, ricca di possibilità. Che prendere, impacchettare il minimo indispensabile in uno zaino, mollare tutto e visitare il mondo non sembri un’azione assurda ma una possibilità a portata di mano.

image

Last Thursday I received an email from my dear friend Chip, whom I met in New York. “Urgent, a friend of mine is travelling on his own and he is in Glasgow right now. Could you meet up?” Sure, I don’t have plans for the weekend, we might hang around and I might show him the city around, which I am always glad to do. 

We met at the Guy with the Cone on his Head in front of the GoMA, one of the involuntary symbols of Glasgow. Patrick is a funny guy from Brooklyn. He decided to take a 5 months break from his job and life and travel around the world. His initial plan was to visit Italy, but he ended up starting from Fiji and ending in United Kingdom, passing through Australia, South-East of Asia, ex-Yugoslavia, France and Ireland. 

I took him to The pig and the butterfly, a restaurant where good Scottish food is served in an atmosphere my mum would call shabby but they would call alternative. At the end of the dinner we thought we might leave without dessert and we hit the road in a sharp November night. A few steps later, Patrick said: “I think we could go and find a dessert”. “But bakeries and coffee shops are closed now!-I objected-we should go to another restaurant”. “Let’s do that then!” We went to Las Iguanas for a cocktail, tambleque pudding and churros. We asked the waitress for her opinion which dessert we should have, and I think she was pretty amused. Same thing the next day. I tried to drag him into one of my legtaking tours of the city, but he was more interested in visiting the food places. We ate Vietnamese food and then an ice cream at Nardini’s. Loooooads of calories. Patrick has a bigger sweet tooth than me. He writes about ice cream on a blog, he even had his own Ben & Jerry’s flavour created and I believe his travel was much alike Eat, pray, love. Perhaps without the pray bit. Or write instead (he’s documenting for a no-profit webpage).

Patrick brought me many laughter, stories from around the world, his cheerful life crowded with friends and family he takes along with him and he treats with his Christmas cards. It’s odd how life looks so easy from an American point of view. Quit your daily routine, pack all the bear minimum in a backpack and leave-it’s not a big deal, it’s just one opportunity you’ve got at hand. Hope to meet him again in New York.

Advertisements

One response to “Golosoni/Sweet-teeth

  1. Erbie mi fanno tanto sorridere i tuoi post! Spero di rivederti presto (dal vivo).
    Un abbraccio,
    Mauri

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s