Assistente/Teaching assistant

Richard, il mio relatore, mi ha proposto di aiutarlo in un paio di lezioni. Tutto è nato dall’esperienza a New York, sia benedetta New York, durante la quale Richard ha avuto modo di osservare la mia disposizione a seguire studenti più piccoli (mio fratello Enrico l’ha sperimentata più volte) e la mia naturale passione per gli spiegoni lunghi e poco efficaci. Richard di solito fa progetti più lunghi della gamba, e io non mi sono fatto illusioni. Infatti nel frattempo Milovan, l’altro (ormai ex-) dottorando del mio gruppo, ha ottenuto un posto da ricercatore ed è passato davanti a me in pole position per aiutare Richard in un paio di lezioni. Le lezioni, per di più, si sono ridotte da vere e proprie lezioni frontali a un paio di semplici esercitazioni in laboratorio con un software (Cambridge Engineering Selector, CES per gli amici), che peraltro io stesso ho dovuto imparare ad usare al volo.

Alla fine, in qualità di assistente dell’assistente, ho sostituito Milovan che aiutava Richard e ho illustrato le potenzialità del CES agli studenti del corso di Biomateriali del master.

Domanda a chi l’insegnante lo fa di professione:
>chi guardate delle persone che avete di fronte a voi? Fissate un punto a caso sul muro in fondo alla stanza o lasciate scorrere lo sguardo? Vi spingete verso le ultime file? Riuscite a non ignorare un settore solo perché per guardarli dovete girare la testa?
>come fate con quelli che usano il cellulare mentre voi parlate? E come reagite ai cali di attenzione generale, che si avvertono con dolorosa chiarezza, simili alle risate finte delle sit com americane?
>ma parliamo del problema gola secca (mirabile combinazione di riscaldamento, moquette e periodo incredibilmente asciutto a Glasgow), della tossetta che è così frequente in questo periodo, del raspeghin.
> E vogliamo poi considerare gli sgambetti della lingua straniera: annaspare alla ricerca delle parole che all’improvviso scompaiono dal tuo vocabolario mentale, le frasi anacolutiche, i termini tecnici che hai sempre e solo letto e mai pronunciato e di cui non sai minimamente l’accento?

La mezz’ora più lunga da molto tempo. Se sono sopravvissuto, è grazie all’allenamento col palco del Grest e con altri palchi. Sinceramente ero meno sudato alla mia laurea.

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While we were in New York, Richard hinted at a possible role for me as a teaching assistant in his Biomaterials course. Richard could see me in action while helping out the students at NYU (blessed be my New York experience!) and my disposition at talking at length and with passion about the topics I feel keen on and, most of all, prepared about. I was aware that Richards plans may change quickly, so I didn’t hope for it too much. In the meanwhile, Milovan, the other (now ex-)doctorate in my group, has become a researcher and increased in priority over me. So, I was de-ranked as teaching assistant’s assistant. And the lectures were shrunken to a couple of lab tutorials about an engineering software (Cambridge Engineering Selector, in brief, CES). I had to learn how to use it myself.

But here I went, stepping in for Milovan and showing the software’s power and potential to the masters students.

I’d like to ask a few questions to my friends who are teachers as a job:

>who do you stare at? Do you look at a specific point, maybe on the back wall, or do you run your eye through the audience? Do you look all the rows of people or do you ignore some sectors that are placed out of the reach of your sight?

>how can you keep focused when some people are clearly and deliberately checking their phones? How do you deal with a general, thick indifference to the topic you’re delivering?

>what about issues like dry mouth (a wonderful combination of miraculously good weather, carpet and heating) and coughing?

>Let’s talk about the tricks of speaking in a foreign language, of those words that suddenly decide to disappear from your memory, the anacoluthic sentences, the technical words you’ve never ever pronounced and whose accent you can only guess?

Well, what saved this half an hour was my experience on different stages. It was a very long half an hour, though. I think I didn’t sweat this much on my very own thesis defence. 

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