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Traghetto per Arran/Ferry to Arran

Cosa si fa un sabato d’inizio Maggio a Glasgow, nella speranza che il tempo sia buono? Un’idea può essere andare a fare una gita sull’Isola di Arran, che si trova al largo della costa ovest della Scozia, punto d’appoggio verso l’Irlanda, sbattuta dalla pioggia e dal vento dell’Oceano.

the ferryArran si raggiunge imbarcandosi su un traghetto. Mentre ci avviciniamo all’isola, mi chiedo come sia la vita su un luogo tanto distante dalle comodità, sempre dipendenti dagli orari del traghetto per andare al cinema, per fare shopping, per prendere un aereo. Una vita rarefatta e limitata…forse verrà il tempo anche per me di apprezzare certe scelte.

verso l'isolaIl tempo inclemente non ci ha concesso il lusso di goderci le spiagge, e ci ha dato il pretesto per fermarci ad ogni negozietto che ci sembrasse invitante.

  1. Prima tappa: rifornimento di cioccolata e fudge, sparandoci la glicemia a mille-la mia peraltro era già alta dopo la nostra pantagruelica colazione a base di panini dolci che avevo impastato la sera prima.
  2. Duecento metri dopo incontriamo un negozietto di vestiti ricercati e poi uno di cosucce carine, ninnoli e oggettini, forti richiami per la Sara. La gente del luogo (negozianti e camerieri) parla un inglese tanto posh che non sembra neppure di essere in Scozia, Scott mi spiega che il tenore di vita sull’isola dev’essere elevato, dato i prezzi delle case e della vita in generale, e che probabilmente sono più gli Inglesi trasferitisi qui per amore del paesaggio degli Scozzesi originali. Troppi secoli di politiche sbagliate hanno costretto gli abitanti ad emigrare per non morire di fame.
  3. Ci avviamo finalmente verso il castello. Lungo la strada si stendevano campi da golf su cui scorrazzavano grassi fagiani. Altra sosta alla Arran Aromatics, dove saponette, sciampo e profumi dal profumo avvolgente e ingredienti naturali ci hanno convinto a lasciare parecchie sterline alla cassa.
  4. Proprio di fianco alla profumeria c’era un caseificio. Loro hanno assaggiato formaggi e io preso un gelato al Turkish delight e al cheesecake al limone.
  5. Capatina alla fabbrica di birra ad assaggiare la birra scura e forte che producono sull’isola e ad annusare il profumo del malto tostato. Non mi piace il gusto della birra, ma sono attratto dalla sapienza che serve per farla e dagli aromi che si sommano in una bevanda dorata. Alle tre, direi che è giusta l’ora per un ipercalorico pranzo.
  6. Finalmente arriviamo al castello di Brodick, che sembra più una villona, tipo residenza estiva del duca di turno, infatti è adornato da un giardino meraviglioso.
  7. Torniamo alla porto attraversando la spiaggia affrontando la pioggerellina e il vento. Il mare era attraversato da onde. La baia aveva un aspetto terreo e maestoso.
  8. Abbiamo chiuso la giornata rifugiandoci in un chippie a prendere un tè e un mars fritto. Scott e Gary non l’avevano mai provato prima. In queste occasioni mi sento più scozzese degli scozzesi.

Abbiamo lasciato l’isola stanchi e infreddoliti ma con l’impressione di una giornata brillante. Magia della compagnia, e della Scozia. Guardate la foto, non vedete volti contenti?

group picture

What shall we do on a Saturday in a hopefully sunny day at the very beginning of May? Let’s have a trip to the Isle of Arran, right off the western Scottish coasts, foothold towards Ireland, beaten by winds and rains from the Ocean.

treeYou reach Arran via a ferry. While we were on the dock, I thought how may it be the life on such a small island, cut off the bare commodities, dependent on a ferry timetable to go for shopping, to the movies, to catch a plane. Maybe a limited and eventless, or maybe a choice I will come to understand in the years to come.

gardensThe miserable weather did not give us the chance to enjoy the beaches, but the chance instead to stop by every single nice shop on the way. Here we go.

  1. First stop, to get chocolate and fudge, a rush of sugar in my veins, already fueled by my huge breakfast.
  2. Some yards afterwards, a knick-knack shop and a clothes shop. Sara begged us to stop by, of course. Waiters and shop assistants speak such a posh English you don’t even reckon you’re in Scotland. Scott explained to me that here house pricing is so high and that centuries of wrong policies have forced the original inhabitants to leave to find a better life while English took over the touristic jobs or because in love with the landscape.
  3. We finally head off to the castle. By the street, golf greens and fat grouses. Stop at Arran Aromatics, where the strong and soft smells of candles, soaps and shampoos persuaded us to pour out many pounds at the cash.
  4. Cheese shop is exactly nearby the soap shop. The guys tried some cheese, I had turkish delight and lemon cheesecake ice cream.
  5. Short visit to the brewery to have a taste of the dark strong beer they produce locally and, for me, to inhale the smell of the roasted malt. I do not like beer but I am fascinated by the amount of knowledge and tradition that sum up in a pint of golden drink.
  6. Eventually we reach Brodick castle, sort of a big country house, holiday resort for Dukes or so, surrounded by tidy gardens. 
  7. We roll back to the ferry through the beach, facing the pouring rain and winds. The bay looked terrible and majestic.
  8. End of the day at a chippie to drink a hot tea and treat ourselves to a deep fried mars bar. Gary and Scott had never tried it before. At times I fell more Scottish than Scots.

the castleAt the end of the day we came back shattered and cold and wet but with the feeling of a memorable day. All thanks to an enjoyable party and the magic of Scotland. Look at the picture, don’t you see happy faces?

aw

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