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Kelburn

cascateQuando nevica in Scozia non si fa sul serio. La neve sembra zucchero a velo sparso sulle colline-pandorini adagiati sui laghetti-carta stagnola. Sotto la neve si intravede il giallo dell’erba d’inverno. Fino a due settimane fa ogni tanto ci provava, due fiocchi di neve umida e poi rinunciava subito, sconfitto dalla primavera che avanza con determinazione. È arrivata sotto forma di narcisi, che hanno tirato su il capo con orgoglio e coraggio, e di un cielo dipinto ad acquerello.

ice house

Ci credereste? Il castello ha una giassara! Come quella di Cerro, ma più piccola.

Scott una domenica mi ha portato a Kelburn, una località in mezzo ai boschi ancora in letargo dove hanno allestito un parco all’aperto per famiglie. Si può passeggiare, ci sono i recinti con gli animali, in estate ci sono attività tipo camminare sulle funi tese tra gli alberi. Ci siamo arrampicati sui sentierini umidi, tra gli abeti e i faggi (profumo di casa). In mezzo alle piante spunta il maniero di Kelburn (non riesco a chiamarlo castello, scusate), che esibisce con orgoglio un fianco ridipinto a colori vivaci da una squadra di graffittari brasiliani alcuni anni fa. Qualcuno storcerà il naso: a me invece sembrava un incanto. Il castello ha anche un giardino botanico.

Tornando indietro ci siamo fermati a Largs, in uno dei famosi candy shop, e abbiamo preso abbastanza fudge da sentire lo zucchero e i grassi saturi cantare nelle arterie. Il fudge è uno dei dolci tipici della Scozia, una specie di caramello morbido, fatto di zucchero e latte e profumato di burro e vaniglia, anche se noi abbiamo scelto gusti più divertenti tipo IrnBru e menta. Quello è stato il nostro pranzo. Come due bambini, contenti con del fudge.

kelburn castleTanto, per essere contenti bastano piccole cose. Una telefonata con un’amica, un caffé, una coccola. È come una bustina di té, che si lascia cadere nella tazza e a poco a poco diffonde il colore e il sapore e la fragranza trasformando tutta l’acqua calda, così colore e insapore altrimenti. Dalle piccole cose si irradia una sensazione di calore che trasforma l’atmosfera, anche quando il mondo non smette di essere misero.

kelburn graffiti

 

Snow in Scotland is not a bulky event. It looks rather like icing sugar dusted on the bun-like hills that lie on the tin foil-like lochs. Underneath the light snow, you can peer the yellowish winter grass. Up to a couple of weeks ago the sky kept trying to snow, but it was constantly defeated by the stubborn spring, approaching with its army of daffodils, spreading a watercolor sky as a flag.

Scott took me to Kelburn on a Sunday. There is a family park, with cattle corrals, children activities in the summer, and paths in the wood to walk along. We hicked up and down along the waterbed, among firs and breech trees still waking up from the wintertime (smell like homeland). From the trees, Kelburn Castle pops out. Well, it’s not properly a castle, it’s more of a big country house on the top of a hill, with a tidy botanical garden behind, and a fancy side wall, all painted up by a team of Brazilian graffiti artists. Many would probably complain about such bright colors on a severe Scottish castle. I was filled with marvel instead.

On our way back home, Scott and I stopped in Largs, at a candy shop, where we filled our stomach with fudge, creamy, butter-smelling fudge. We had some Irn-Bru and mint flavoured one. Sugars and unsaturted fats were cheering in our veins. This was our lunch. We were happy like two kids.

Anyway, to be content you don’t need much. A phone call from your friend, a cup of coffee, a cuddle. Like a bag of tea drops in the cup and irradiates the otherwise colorless and tasteless hot water with color and fragrance and flavour, the same way small things make the atmosphere better and warmer, even if the world keeps being miserable.

kelburn castle 2

Invernaio/Winteruary

Le festività non sono solo date in rosso sul calendario, riti da rispettare con più o meno trasporto. Le festività danno un ritmo all’anno, sono aghi di sicurezza che tengono fermo il tessuto del tempo mentre tu passi avanti e indietro il filo delle tue attività. Senza questi segnaposto sembra tutto una piattitudine, una brughiera senza picchi e senza valli. Il tempo scorre senza avere un senso o una struttura in sé, senza avvenimenti che addensino il suo fluire costante.

Me ne accorgo quando non ho un venerdì gnocolar da festeggiare con gli gnocchi e i carri, e quando manca il martedì grasso con le maschere e le fritole a separare il Carnevale dalla Quaresima, e il Mercoledì delle ceneri mi sorprende all’improvviso, e so già che Pasqua capiterà alla stessa maniera. Non ci sono i compleanni degli amici, i santi patroni, gli anniversari privati o le feste nazionali a dividere in modo asimmetrico ma puntuale i momenti dell’anno. Sono ancora estraneo alle ricorrenze locali, e al massimo devo fare affidamento sul cambio della merce sugli scaffali, tenendo presente che qui non ci saranno uova festose ad anticipare la Pasqua, ma solo orde di coniglietti di cioccolata. Ho avuto un guizzo di italianità, avrei voluto friggere ma mi è mancato il tempo e le bocche da sfamare e inoltre ho una coinquilina che ucciderebbe per odori molto meno forti. Qui il martedì grasso è chiamato pancake day, per cui oggi ho festeggiato a modo mio.

pancakesAlmeno la primavera non ha bisogno di date per fare il suo ingresso. L’ho sentita chiaramente qualche giorno fa. Più che nell’aria, era nella terra. Era la fragranza dell’erba che si risveglia. I narcisi che si preparano a spuntare. La luce allegra color zafferano. Era qualcosa dentro di me.

whale

Il mostro di Drumpellier

Festivities are not just red-printed dates on the calendar, or rites you have to follow with more or less good-will. Festivities set the pace for the year, they’re safety pins holding the time ribbon while you thread back and forth your activities. Missing these placeholder, all is plain, a moorland with no valleys nor summits. Time flows with no meaning nor structure by itself, no events curd its steady flow.

ciclaminiI became aware of this when I was not celebrating the Friday before Lent eating gnocchi (a tradition from Verona), or eating fritters on Mardi Gras, and when Lent got me by surprise, and I know that Easter will sneak on me as well. No main birthdays to celebrate, no saint patrons, no anniversaries nor national festivities to split the year with their asymmetrical but punctual fashion. I fancied frying, but I lacked time and hungry bellies and furthermore my flatmate could murder for much less. Since Tuesday was pancake day, this morning I celebrated my own British way.

At least spring does not need any date on the calendar to break in. I felt it clearly some days ago. It was in the earth, more than in the air. It was the smell of ground waking up. Daffodils getting ready to blossom. The saffron-like, cheerful sunlight. It was something inside me.